L’addio al volontario di Valmadrera  «È stato esempio di altruismo»
L’arrivo del feretro di Paolo Albore alla chiesa dello Spirito

L’addio al volontario di Valmadrera

«È stato esempio di altruismo»

Paolo Albore travolto da una moto alla transenne del raduno delle Ferrari

Picchetto d’onore della Polizia e degli ausiliari. Ha celebrato il fratello don Antonio

«Desidero che quanto Paolo ci ha insegnato sia conservato, condiviso, vissuto e donato agli altri, che verranno dopo di lui»: ha suscitato un lungo applauso l’omelia del fratello sacerdote del volontario sessantunenne, Paolo Albore, rimasto ucciso nell’incidente di sabato in via XXV Aprile; don Antonio, celebrandone ieri il funerale nella chiesa dello Spirito santo, ha voluto consegnare ai tanti presenti un appassionato affresco della Valmadrera che, negli anni ’70, accolse la sua famiglia, immigrata da sud: una «città ospitale, che ci fece sentire parte di voi: noi, che eravamo di Ariano Irpino».

Gli Albore non hanno «mai smesso di amare e ringraziare questa grande famiglia», ognuno con le proprie opere: don Antonio, 57 anni, con la vocazione maturata nella parrocchia di Valmadrera stessa (e poi portata in varie realtà, nel sud Italia) e Paolo, appunto, volontario civico appena raggiunta la pensione, dopo una vita di lavoro; in questo ruolo, sabato, presidiava la transenna che vietava il traffico all’angolo di via Chiari, travolta dal motociclista 37enne di Sirtori, ora indagato per omicidio stradale; Paolo Albore, che si dedicava alla sua città fino in fondo, non ha esitato a imporre ripetutamente l’alt, finendone investito.

All’uscita dalla chiesa, il picchetto d’onore della polizia intercomunale e quello dei vigili ausiliari ha reso omaggio al suo feretro.

Durante le esequie, anche una delegazione dei piccoli alunni delle elementari “Leopardi”, con la bandiera dell’istituto a lutto, ha vegliato la bara, ricordando Paolo Albore quando li proteggeva mentre attraversavano la strada davanti alla scuola o mentre la raggiungevano, col piedibus.

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