La difesa di Anas   «Il ponte crollato  non è roba nostra»
E’ il 28 ottobre 2016, ad Annone il cavalcavia crolla e una persona perde la vita

La difesa di Anas

«Il ponte crollato

non è roba nostra»

Il caso «La proprietà è ancora della Provincia di Como

Attendiamo indicazione dal ministero dei Trasporti»

«Quel ponte non è mai stato di nostra competenza. A noi risulta appartenere alla Provincia di Como»

In attesa di ricevere “l’investitura” ufficiale da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’ufficio stampa di Anas coglie l’occasione per ribadire un punto fermo della sua posizione: il cavalcavia di Annone, crollato lo scorso 28 ottobre sull’Audi bianca di Claudio Bertini, morto sotto tonnellate di cemento armato a 68 anni, non è di sua proprietà.

Il rimpallo

Il rimpallo, a dire il vero, era iniziato fin dal primo giorno: lo sfortunato civatese era ancora sotto le macerie del cavalcavia quando l’azienda teneva a precisare che quello non era un manufatto di propria competenza; e questo mentre la Provincia di Lecco, a sua volta, si affrettava a ribadire la propria estraneità.

Con tutta probabilità avevano ragione entrambe: anche se dall’altro ramo del lago, alla Provincia di Como, non sembrano esserne certi.

In ogni caso, della tragedia costata la vita a Bertini (la cui sorte è stata ricordata dai media nazionali anche l’altro giorno, quando il crollo del ponte sull’autostrada A 14 ha ucciso una coppia ad Ancona) le istituzioni devono fare tesoro, lavorando per far sì che gli utenti della strada non debbano rischiare la vita ogni volta che passano sotto un viadotto.

E in attesa che i tasselli vadano ciascuno al posto giusto – possibilmente in tempi brevi – sarà fondamentale ricostruire il ponte di Annone e mettere in sicurezza tutti gli altri, compreso quello di Isella, sulla cui sorte lo stesso sindaco di Civate Baldassarre Mauri attende notizie.

A oltre quattro mesi di distanza, però, poco o nulla si è mosso, se non le indagini volte a chiarire le responsabilità del disastro. Certo, il ministero e la Regione hanno garantito il rispettivo impegno, sotto il profilo economico, per la realizzazione del nuovo viadotto.

Ma, come sempre succede nelle italiche questioni, a frapporsi sulla strada della concretezza è sempre la burocrazia.

Da San Valentino, giorno in cui al Mit si sono gettate le basi finanziarie e operative dell’operazione, l’Anas – che verbalmente è stata incaricata di occuparsi di progettare la nuova infrastruttura per poi costruirla – ancora attende l’assegnazione ufficiale della commessa da parte del ministero stesso.

La conferma

Lo hanno confermato ieri dall’ufficio stampa dell’azienda per le strade: «La situazione non è ancora definita. L’Anas non sa ancora nulla riguardo l’assegnazione di competenze e quant’altro: è tutto bloccato al ministero dei Trasporti. Siamo in attesa che le decisioni vengano prese e ci vengano successivamente comunicate. Solo in quel momento si potrà organizzare un incontro nel quale stabilire un cronoprogramma dell’operazione. In ogni caso, è fuori dubbio che né il ponte di Annone e nemmeno la sua manutenzione rientravano nelle competenze di Anas. A noi risulta di proprietà della Provincia di Como, ma anche in questo caso sono in corso delle verifiche puntuali».

Dunque, nel giro di un mese il Ministero non è stato in grado di mettere a punto un documento di poche pagine con cui affidare l’incarico ad Anas in via ufficiale

Un ritardo che certo non rappresenta il migliore viatico riguardo la rinascita del cavalcavia, considerando che se quasi trenta giorni non sono stati sufficienti ad assegnare l’incarico, reperire diversi milioni di euro sarà sicuramente ancora più articolato e complesso.

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