Investita e uccisa all’incrocio  Semaforo ancora sotto accusa
I soccorsi sono purtroppo stati vani

Investita e uccisa all’incrocio

Semaforo ancora sotto accusa

L’incidente mortale è avvenuto sabato all’incrocio tra via Roma, via XXV Aprile e via Promessi sposi

Dopo l’incidente che, sabato mattina, è costato la vita alla ventenne Diana Gabriela Mateianu, continuano le segnalazioni dei cittadini, che puntano l’indice contro i pericoli ai quali sono esposti i pedoni nella zona.

La ragazza è stata investita a poche decine di metri dal famigerato incrocio tra via XXV Aprile, via Roma e viale Promessi sposi.

Tra via XXV Aprile e via Roma era già morto Lino Rusconi, 82 anni: era il dicembre del 2011; nel maggio 2016, la 75enne Gabriella Cadenazzi fu travolta da un camion davanti alla farmacia di via Roma; lo scorso anno, il 2 agosto, un altro valmadrerese - il 76enne Carmine Mercuri - rimase ferito sempre in via XXV Aprile, non lontano dal punto dove la giovane rumena è stata travolta sabato.

L’attenzione della cittadinanza si concentra ora anche su viale Promessi sposi: «All’altezza del bar – segnalano, preoccupati, i residenti - è stato recentemente installato un nuovo semaforo pedonale, del tipo che ovunque, ma non a Valmadrera, è generalmente fisso sul verde e blocca il flusso dei veicoli solo quando il pedone preme il pulsante sul palo del semaforo stesso: questo consente di garantire un attraversamento sicuro e, al tempo stesso, di non intasare il traffico».

«Al contrario - prosegue l’analisi dei cittadini - il semaforo di viale Promessi sposi è solo temporizzato come quelli che si trovano al vicino quadrivio: perciò, scatta automaticamente il rosso e le auto attendono, senza che nessuno attraversi. Ciò provoca interminabili code e il rischio che gli automobilisti, alla lunga, comincino ad abituarsi a forzare la mano e passare ugualmente, ignorando il segnale, fino alla tragica volta in cui, invece, il pedone ci sarà davvero e verrà investito».

La riorganizzazione dei semafori, tra viale Promessi sposi e le strade circostanti, è stata decisa dal Comune proprio per rendere più sicura la zona: da quando, lo scorso agosto, è entrata in vigore, le critiche sono piovute da ogni parte; code e manovre azzardate per evitarle si moltiplicano: sabato, la velocità potrebbe avere contribuito alla violenza dell’impatto col “Fiat Doblò” che ha ucciso Diana Gabriela Mateianu.

«Purtroppo, non ci sono semafori “intelligenti” che tengano – chiosa il comandante della polizia locale, Cristian Francese – se gli automobilisti accelerano al giallo, anziché rallentare, e i pedoni non attraversano sulle strisce».

Diana Gabriela Mateianu aveva quasi raggiunto il bar del distributore di benzina di via XXV Aprile, quando è stata investita: le zebre erano a una certa distanza, verso Civate. La ventenne si trovava da un paio di settimane ospite del fidanzato in un appartamento al primo piano del condominio al civico 33: il compagno, anch’egli rumeno, è in Italia da qualche tempo e lavora a Valmadrera.

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