I nuovi semafori   allungano le code d’auto
Sul lungolago di Malgrate pilastrini che difendono gli spazi delle moto

I nuovi semafori

allungano le code d’auto

Su viale Promessi sposi e via XXV Aprile colonne di veicoli: «Sono rimasto fermo per un quarto d’ora». Parcheggi per le moto: mentre a Parè trionfa sosta selvaggia a Malgrate il problema è stato risolto con le colonnine

A Paré, le auto sfrattano le moto. In centro, le code si allungano a dismisura: a Valmadrera l’epilogo dell’estate è tutt’altro che roseo, almeno dal punto di vista del traffico.

Tirano un sospiro, invece, a Malgrate, dove il fenomeno della sosta selvaggia è stato sventato almeno sul tratto di lungolago più vicino al ponte Kennedy. Lì, fino ai giorni scorsi, si verificava lo stesso malcostume diffuso a Paré, dove i parcheggi disegnati per le moto venivano invasi dalle macchine, incuranti delle esigenze di chi si sposta con altri mezzi e che, perciò, non sapeva più dove sostare: ora, l’amministrazione comunale di Malgrate ha trovato la soluzione, installando le colonnine lungo tutto il tratto tra il ponte e il ristorante.

È un rimedio semplice, ma efficace: infatti, tra un pilastrino e l’altro c’è lo spazio utile al passaggio di una motocicletta, anche di grossa cilindrata, ma non abbastanza per qualsiasi automobile. Tutt’altro scenario, purtroppo, s’incontra al di là della Rocca: a Paré, i conducenti indisciplinati posteggiano in fila indiana per frequentare il “pratone”, invadendo gli spazi delle moto a dispetto persino del cartello, che ne indica l’utilizzo; la fila delle vetture va dal piazzale antistante il “pratone”, alla sede del circolo velico e oltre in barba e, anzi, addirittura all’ombra della segnaletica. Per le moto, non rimane spazio.

In centro, invece, i disagi maggiori toccano proprio agli automobilisti, accodati sul rettilineo che collega Paré al centro città – cioè, viale Promessi sposi – dove i nuovi semafori installati all’incrocio con via Roma continuano a creare problemi; le code sono ancora più lunghe sull’altra asta, cioè in via XXV Aprile dove, in ora di punta, raggiungono e superano il mobilificio, verso Civate.

Imprecano i conducenti e cominciano a lamentarsi ora anche i residenti, che si ritrovano il serpentone, a motore acceso, sulla soglia di casa. A denti stretti, qualcuno inizia dunque a «dare ragione alla polizia locale, quando escludeva che la riorganizzazione fosse consigliabile». A tentare di opporsi era stato il comandante, Cristian Francese, con un intervento in consiglio comunale, durante il quale – a caldo, dopo un nuovo incidente mortale – inquadrò il problema; era giugno del 2016 e il comandante Francese fu lapidario: «Risincronizzare i semafori per lasciare pause di verde riservate ai soli pedoni causerebbe code tali da pregiudicare la sicurezza».

La decisione politica, di dare ugualmente corso (un anno più tardi) alla modifica sta presentando il conto, con le manovre azzardate di chi tenta l’inversione o di tagliare la fila imboccando le laterali; la protesta dilaga sui social media, dove si segnalano «12 minuti di fila, in via XV Aprile» e altri si dicono «bloccati in viale Promessi sposi, dietro ai veicoli che devono svoltare in via Roma»; qualcuno minaccia «di fare causa al Comune in caso di ritardi sul lavoro dovuti ai nuovi semafori». Da lunedì, con la fine delle ferie per tutti, il rischio è che possa andare persino peggio e, la settimana seguente – alla riapertura delle scuole – si teme già la paralisi.

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