Garlate, sindaco sul piede di guerra  «Stop ai lavori. E anche ai profughi»
L'abitazione privata di via Valmolina dove erano in corso lavori per preparare appartamenti in cui un privato intende ospitare una quindicina di migranti

Garlate, sindaco sul piede di guerra

«Stop ai lavori. E anche ai profughi»

Bloccato con un’ordinanza il cantiere della palazzina. Dovrà ospitare quindici immigrati, ma il Comune non è stato informato di nulla

Stava effettuando degli importanti lavori edili negli appartamenti e all’esterno del proprio edificio con lo scopo di sistemare i locali e accogliere una quindicina di migranti.

Peccato che secondo l’amministrazione comunale non si trattava di lavori autorizzati e nessuno, non la cooperativa i questione, non la Prefettura di Lecco, si fosse premurata di informare il sindaco Giuseppe Conti. Con il risultato che i lavori sono stati bloccati con un’ordinanza e in paese sono esplosi polemiche e allarme.

Il primo cittadino è furioso: «Se non si agisce nella legalità, qui a Garlate nessuno entra. Senza chiarezza, coinvolgimento della comunità locale e legalità non si va da nessuna parte». Quindi ricostruisce i fatti: «Mercoledì pomeriggio ho emesso un’ordinanza di sospensione lavori relativo ad un cantiere non autorizzato in via Valmolina. Nell’ambito della normale attività di prevenzione e controllo, abbiamo effettuato due sopralluoghi, anche con l’ufficio tecnico e la Polizia locale».

E così si è scoperto dell’imminente arrivo dei profughi. «Il proprietario ha dichiarato a verbale, che i lavori non autorizzati erano finalizzati all’arrivo di migranti, sulla base di un contratto di affitto sottoscritto con una cooperativa e su indicazioni della Prefettura». Pesante il commento di Conti.

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