Fatture all’Olginatese Patteggiano in nove
Il tribunale di Lecco

Fatture all’Olginatese
Patteggiano in nove

La proposta al vaglio del giudice - I dirigenti già usciti di scena con una pena di 7 mesi

Sono nove le proposte di patteggiamento di pena per le ipotesi di reato di emissione o registrazione di fatture per operazioni inesistenti o sponsorizzazioni anomale di aziende a favore dell’Olginatese Calcio. Fatti risalenti al periodo dal 2007 al 2012, stando a quanto ricostruito dal pubblico ministero Paolo Del Grosso su accertamenti delle Fiamme gialle di Lecco.

Sono già all’esame del giudice dell’udienza preliminare Paolo Salvatore le proposte concordate negli incontri fra il pm e i difensori degli imputati, tutti a piede libero e già beneficiari dello sblocco dei conti correnti, per i richiami alle norme in materia di diritto penale tributario. Hanno invece già definito la loro posizione il presidente della società Emilio Flavio Redaelli e il direttore generale Fabio Galbusera, patteggiando sette mesi.

Da tre a sei mesi

Per quanto riguarda le nuove proposte di patteggiamento, le pene previste vanno da un minimo di tre a un massimo di sei mesi per le posizioni di maggiore entità, con la concessioni dei benefici di legge, cioè la sospensione condizionale e la non menzione per quei contribuenti che non hanno avuto precedenti guai di carattere penale con il Fisco.

Sulla determinazione e la non sanzionabilità, in rapporto alle misure di deduzione delle spese di sponsorizzazioni nei costi aziendali di associazioni sportive dilettantistiche, lo scorso 23 marzo i giudici della Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5720, hanno accolto il ricorso di una società a responsabilità limitata che chiedeva di farsi riconoscere le spese deducibili in materia di imposta valore aggiunto, imposta persone giuridiche e imposta attività produttive, spese che erano contestate dai verificatori delle Fiamme gialle e dall’Agenzia delle entrate di Caserta, con conferma della Commissione tributaria regionale della Campania. Si adatta su misura al caso dell’Olginatese.

Nella primavera dello scorso anno, il magistrato inquirente dispose la notifica a quindici indagati, persone fisiche o soci di imprese, dell’avviso di conclusione indagini, completando con documenti probatori le verifiche svolte nelle aziende, quel “ciclone giudiziario” che nel giugno 2014 aveva coinvolto alcuni dirigenti e numerosi imprenditori sostenitori dell’Unione sportiva dilettantistica Olginatese.

Con il passare dei mesi, le novità legislative in merito alle soglie di punibilità permettono ora a numerosi indagati di cavarsela con il patteggiamento a pochi mesi di pena.

Dagli atti depositati risulta che nella maxi indagine, la Guardia di Finanza ha verbalizzato che le fatture contabilizzate per operazioni inesistenti o sponsorizzazoni hanno raggiunto un importo totale di imponibili per un milione e 115mila euro e imposta sul valore aggiunto di 225mila euro per gli esercizi dal 2007 al 2011.

Gli indagati impegnati ad affrontare le proposte di patteggiamento definite tra il pm Paolo Del Grosso e i legali di fiducia, nelle prossime udienze fissate dal giudice preliminare Paolo Salvatore, sono: Michele Mambretti, Mandello del Lario; Guglielmo Ballabio, Sergio Ballabio e Silvia Zugni, per l’immobiliare di Olginate; “Redaelli Pierluigi e Paolo, snc”, Olginate; Andrea Pietro Caglio, Ballabio; Marco Faiella, azienda di Monte Marenzo; Vittorio Corti, Fabrizio Corti e Gianluca Corti della “Co.me.co” di Corti Vittorio & Figli, Olginate; Arnaldo Colombo, Olginate; Stefano e Costante Gattinoni, rappresentanti della società omonima “G.c.l.” di Gattinoni Costante e c. - s.n.c., Olginate; Roberto De Capitani, Valgreghentino.

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