Fallimento dell’azienda di famiglia Michela Brambilla dal giudice a ottobre
Le Trafilerie Brambilla, storica azienda di Calolziocorte

Fallimento dell’azienda di famiglia
Michela Brambilla dal giudice a ottobre

Calolziocorte, rissata la data dell’udienza preliminare per il fallimento della Trafileria del Lario - Sette gli indagati, per ipotesi di reato riconducibili sostanzialmente alla bancarotta patrimoniale dolosa

Compariranno davanti al giudice dell’udienza preliminare del Tribunale cittadino Massimo Mercaldo il prossimo 17 ottobre, alle 9.30, i sette indagati per il crac della Trafileria del Lario, ex Trafilerie Brambilla, di Calolziocorte.

Ii pubblici ministeri Paolo Del Grosso e Nicola Preteroti, hanno chiesto il rinvio a giudizio di tutti e sette gli indagati. Oltre a Vittorio Brambilla, anche la figlia, l’ex ministro Michela Vittoria Brambilla: nell’avviso di conclusione indagini Del Grosso e Preteroti, le contestano di essere stata amministratore di fatto della società di famiglia fino alla chiusura, nonostante avesse dismesso ogni carica sociale da almeno cinque anni.

Alla parlamentare, così come agli altri indagati, vengono contestate ipotesi di reato previste dalla legge fallimentare del 1942 e riconducibili sostanzialmente alla bancarotta patrimoniale dolosa. Più nei dettagli, a Michela Vittoria Brambilla (in qualità appunto di amministratore di fatto), al padre Vittorio, a Nicola Vaccani, prima amministratore e poi liquidatore della società, cognato della deputata, ad Alessandro Valsecchi, cugino nonché amministratore delegato, e ai tre membri del collegio sindacale, F rancesco Ercole, presidente, Mario Ercole e Aida Tia, questi ultimi tutti piemontesi, i pubblici ministeri contestano specificatamente due ipotesi di bancarotta in concorso.

Stando a quanto trapela, qualcuno degli indagati potrebbe tentare la strada di un rito alternativo al processo dibattimentale.

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