Olginate, cucciolo ucciso dalle polpette  Torna la caccia al killer dei cani

Olginate, cucciolo ucciso dalle polpette

Torna la caccia al killer dei cani

Un piccolo barboncino avvelenato vicino all’area camper - Inutile l’antidoto somministrato dal veterinario - In paese altri tre casi

Dietro alla morte di un cucciolo di barboncino c’è quasi certamente, come già accaduto l’anno scorso, lo spettro dei bocconi avvelenati preparati da una mano criminale. E pare che il drammatico episodio che si è verificato nella sera di martedì, sul lungolago, non si un caso isolato. In paese si parla di quattro cani uccisi così, in pochissimi giorni.

Il caso accertato finora è quello della morte di Nora, un bellissimo cucciolo di barboncino di soli sei mesi, che ha vissuto con la famiglia di Francesco Mazzoleni, di Vercurago. A raccontare i fatti è lo stesso Mazzoleni, che nonostante lo choc e il dolore per la brutta esperienza vissuta, vuole lanciare l’allarme affinché la storia non si ripeta: «Martedì sera insieme a mia moglie e al nostro cagnolino ho raggiunto Olginate perché dovevo sottopormi a dei massaggi. Visto che eravamo in leggero anticipo ho deciso di parcheggiare un po’ più lontano per approfittarne e fare una passeggiata».

I coniugi di Vercurago hanno così parcheggiato nella piazza che ospita il mercato e l’area camper, in località Balugani. «Stavamo attraversando la piazza con il nostro cagnolino, fortemente voluto per anni da nostra figlia Elisa, tenendolo al guinzaglio, quando ho ricevuto una telefonata dal nostro idraulico. A un certo punto, quando è finita la pavimentazione della piazza, siamo saliti sull’erba. Per il nostro cane, che fino a quel momento stava benissimo, l’erba era come andare al parco giochi. Era felice».

Giusto il tempo di concludere la telefonata, e la situazione è precipitata drammaticamente. «Trascorsi pochissimi secondi, ho chiamato Nora perché non sembrava reagire all’invito a proseguire. Quando l’ho guardata, aveva la schiuma alla bocca».

Nonostante lo choc, i due coniugi di Vercurago hanno avuto la prontezza di prendere il cagnolino e portarlo dal veterinario che si trova in centro paese. «Lo ha subito trattato con l’antidoto e sembrava che Nora, arrivata incosciente, si stesse riprendendo. Ma è stato solo una vana speranza, perché le sue condizioni sono precipitate. Ha iniziato a non tenere le feci che erano sempre più piene di sangue. Si stava dissanguando ed era chiaro che non poteva che trattarsi di avvelenamento».

Dopo ore di agonia non si è potuto fare altro che mettere fine alle agonie del cucciolo.

«È stato doloroso vederla soffrire così». La famiglia ha segnalato l’accaduto, alle Forze dell’ordine. Ora restano da chiarire anche gli altri episodi

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