Cartellino rosso al centro sportivo  «Si gioca solo se i vicini consentono»
Lo striscione messo dalla società. Ma i fratelli Recalcati non gradiscono e il giudice ha dato loro ragione

Cartellino rosso al centro sportivo

«Si gioca solo se i vicini consentono»

Il giudice accoglie le richieste della famiglia di Galbiate “stizzita” dai rumori

Partite di campionato tra le 10 e 13.30. Niente serate estive e chiusura ad agosto

Il giudice Mirko Lombardi ha deciso il giro di vite per il centro sportivo di Sala al Barro; il pronunciamento segue alla diatriba tra vicini di casa e impianto – che è del Comune, gestito dalla società “Gs Sala”, partner dell’Atalanta – ritenuto rumoroso.

Il disagio dei residenti è sfociato, col tempo, nel contenzioso legale, con perizie che – come aveva anticipato l’avvocato dei fratelli Recalcati, Francesco Marco Bianchi, di Merate – avevano accertato il superamento della soglia di decibel ammessa dalla legge per quel tipo di zona urbanistica.

Evidentemente, il giudice ne ha preso atto, pronunciandosi per una limitazione delle attività, con un’ordinanza peraltro molto dettagliata orientata verso l’uso dell’impianto ai fini prettamente sportivi, con qualche concessione, per esempio alla cucina, che potrà continuare ad accompagnare i momenti di aggregazione, ma pur sempre entro limiti orari finora inesistenti. La restrizione che balza maggiormente all’occhio riguarderà le domeniche, anche di campionato: il centro potrà aprire solo dalle 10 alle 13.30 «eccetto l’ipotesi di partite da disputarsi in orario pomeridiano previo consenso scritto – sancisce il giudice – delle famiglie Recalcati».

Invece, da giugno - cioè, col finire del campionato di calcio e per tutta l’estate - il centro potrà restare aperto sempre solo dalle 14 alle 20.30, incluso il bar; inoltre, dovrà chiudere per l’intero mese di agosto. «Per proporre eventuali integrazioni – informa il sindaco, Benedetto Negri - c’è tempo sino al 20 giugno; il “Gs Sala” si riunirà entro venerdì: valuterà se, a queste condizioni, la sua attività potrà continuare».

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