Aperto il cantiere, esplode la polemica  L’acquedotto blocca il traffico di Sala
Un ciclista cerca di passare nella strettoia facendo scavalcare la bici

Aperto il cantiere, esplode la polemica

L’acquedotto blocca il traffico di Sala

Via Como, l’anello di congiunzione con la frazione e il centro, chiusa per due mesi I cittadini infuriati per il giro dell’oca, l’assessore: «I tubi andavano sostituiti, sono degli anni ’50»

Aperto il cantiere di via Como, esplodono le reazioni: la sostituzione dei tubi dell’acquedotto interrompe il traffico in quello che è il cordone ombelicale tra il capoluogo e la provinciale 51, passando per Sala al Barro.

Dalla frazione, quindi, non si può più raggiungere il centro e, da Galbiate, si può arrivare a Sala soltanto passando per Oggiono, con un aggravio di otto chilometri a viaggio in qualche caso – da parte di chi, per esempio, si sposta da casa verso il posto di lavoro e viceversa - più volte al giorno.

L’alternativa è lunga

Sopravvive un altro collegamento, mediante la tortuosa via delle Gagliarde, dove il Comune ha istituito il senso unico in previsione del notevole afflusso e, nel contempo, per limitarlo in una sola direzione: purtroppo, non è servito a granché, in quanto - secondo svariate testimonianze - furbetti e sbadati continuano a imboccare la stretta strada come prima, rischiando scontri frontali.

Intanto, gli abitanti si lamentano per la «scarsa informazione diffusa – a loro dire – da parte del Comune».

Il disagio non durerà poco: l’interruzione di via Como è prevista, dall’incrocio con via Barozza a quello di via Monte Barro, fino al 27 agosto prossimo. Al lavoro c’è la società “Lario reti honding” e l’investimento sarà di 208mila euro, per «presunti» 91 giorni di cantiere.

La notizia (diffusa dall’amministrazione anche via Sms ai cittadini) desta perplessità e allarme tra chi – nonostante un’assemblea in municipio e la risonanza sui media – ne era finora all’oscuro: c’è chi ha reagito – anche sui social network - sollecitando l’esecuzione degli scavi «solo di notte» e provocando così la replica dei residenti, che non vogliono «perdere il sonno». Il capogruppo consiliare della maggioranza, Carlo Mazzoleni, interviene per «ricordare che lo scavo è vasto e profondo, in una strettoia; occorre procedere alla completa sostituzione dell’acquedotto, in un tratto che risale agli anni 50. La rete verrà riqualificata con tubature di maggiore calibro e in linea doppia. Considerato che la strada verrà completamente sventrata per raggiungere i sottoservizi e rigenerarli, il dibattito sui lavori di giorno o di notte, c’entra poco con il tipo di intervento.

«Lavori necessari»

I lavori vanno fatti – prosegue - a meno di accettare che prima o poi scompaia l’acqua in tutto il centro, a causa di qualche falla nella vecchissima e malconcia conduttura principale: in tal caso, purtroppo dubito che i disagi sarebbero minori. Una volta sistemata la rete, invece, saremo a posto per i prossimi decenni». Tra i residenti, d’altronde, c’è chi si «augura che il cantiere duri davvero otto settimane: per ora, gli operai hanno messo le transenne e disteso i tubi, ma si assiste a discussioni tra loro, su dove scavare».

Ieri, uno dei problemi emersi in corso d’opera era quello delle fibre ottiche, nel timore che venissero compromesse scarificando l’asfalto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA