Alla Meci la svolta  L’edilizia punta sul paesaggio
Un momento del convegno su edilizia e turismo nel corso della mostra Meci a Lariofiere

Alla Meci la svolta

L’edilizia punta sul paesaggio

Diecimila visitatori alla rassegna di Lariofiere, ambiente e turismo come volani per l’economia

Il paesaggio ha una valenza economica. E investire nel turismo è un volano per il territorio: a patto di non perdere di vista due caratteristiche, chiarezza e capacità di pubblico e privato di procedere insieme.

Il mondo dell’edilizia esce dalla chiusura di Meci - diecimila i visitatori di questa edizione - con questa convinzione rafforzata, come osservava ieri il presidente del comitato organizzatore Paolo Valassi: «Abbiamo le nostre eccellenze da Villa Serbelloni agli altri gioielli di Como e di Lecco. Abbiamo un ottimo dialogo con la Regione, che ha accolto le nostre istanze con l’assessore Mauro Parolini. Speriamo di avere sempre più vicine a Meci anche le amministrazioni locali».

Dall’anteprima a Torno per Villa Pliniana e “Il Sereno” al dibattito su edilizia e turismo di ieri, sono emersi dei punti di riferimento. L’ha ribadito ancora Valassi: «Ben vengano le realtà nuove, ma attenti anche a quelle esistenti. Oggi ciò che conta è salvare i posti di lavoro, attuali e del futuro. Bisogna costruire, bene».

A Lariofiere l’hanno mostrato strutture molto diverse tra loro nel focus su questo tema nella giornata di ieri. Ma anche i consulenti che hanno tracciato alcune direzioni da seguire. A partire dal finanziamento, con Stefano Melazzini, responsabile del supporto specialistico di Mediocredito italiano, che si è soffermato sui requisiti di valutazione durante il dibattito moderato da Giorgio Cortella. Oggi - ha spiegato Melazzini - un’istruttoria dedicata dalla documentazione specifica di settore (business plan, due diligence, tipologia del contratto tra proprietà e gestore) richiede circa 30 giorni. Il finanziamento poi può arrivare all’80%, con un piano di ammortamento e durata fino a 20 anni.

In queste operazioni ingenti, importante il ruolo del legale come ha chiarito Angelo Rota: «Bisogna avere chiaro il punto di partenza: il quadro delle regole e delle condizioni entro cui ci si muove. Quindi tenere conto dei rischi nel prezzo, predisporre adeguate clausole contrattuali e di garanzia, come pure l’attendibilità dei presupposti a base dell’operazione. Occorre presentarsi all’amministrazione al mercato e ai finanziatori con un quadro completo (criticità e soluzioni)». Con un promemoria importante: le strutture alberghiere - ha decretato il Consiglio di Stato - devono essere annoverate tra gli edifici di interesse pubblico, quindi «dovrebbe esserci collaborazione estrema da parte dell’amministrazione».

Partnership, una parola chiave, portata avanti nelle nuove misure regionali raccontate sabato dall’assessore Mauro Parolini. Ma rischia di mettersene in mezzo un’altra, ha ricordato Giorgio Cortella: burocrazia, capace ad esempio di mettere in fuga investitori stranieri dopo aver appreso i tempi dell’iter. L’architetto Stefano Santambrogio ha illustrato tre casi concreti di interventi su lungolaghi a Porlezza, Malgrate e Luino. Ciò che manca oggi è una strategia, si procede solo per casi virtuosi. Con la burocrazia che può pesare sui tempi: Porlezza, finito nel 2007, ha visto le origini nel 1989. L’intervento di Malgrate è durato meno, dal 2006 al 2015, Luino apparentemente pochi anni in confronto ma non senza complicazioni. «Valorizzare il paesaggio - ha insistito Santambrogio - significa valorizzare l’economia. E prendersene cura poi spetta a noi, a ciascuno di coloro che vive il territorio».

Ecco perché incide un altro elemento che può fare la differenza, citato da Maurizio Ori: «Le camere oggi ce le hanno tutti, concentrarsi solo su quelle è politica che non vede il futuro. C’è il tema del paesaggio, che pone anche questioni energetiche. E l’energia diventa un tema di compatibilità ambientale importante». Tema ripreso anche da Roberto Vignarca, del parco Lago Segrino.

Insieme, il concetto ancora una volta emerso. Con Malgrate che può essere modello per il Lario, se pubblico e privato remano dalla stessa parte.

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