Aerosol: l’impresa non parla  dipendenti in sciopero
I dipendenti dell’Aerosol in presidio davanti alla sede della Provincia

Aerosol: l’impresa non parla

dipendenti in sciopero

La protesta ad oltranza decisa in assemblea, la direzione aziendale non ha fatto sapere niente sul pagamento degli stipendi e sull’aumento di capitale

Dalle 13 di ieri è sciopero a oltranza in Aerosol Service Italiana di Valmadrera.

Dai lavoratori arriva la risposta più dura al silenzio aziendale sulla crisi finanziaria in atto e sulla possibilità di ottenere il pagamento di tre mesi arretrati di stipendio per i 97 dipendenti.

Ieri mattina al termine di una difficile assemblea convocata dalle Rsu insieme ai sindacati (Femca-Cisl, Filctem-Cgil, Uiltec-Uil) i lavoratori sono entrati subito in sciopero «e continueremo fino a quando – ci dice Celeste Sacchi della Uiltec a margine dell’incontro coi lavoratori – la situazione non cambierà. Andremo avanti fino a quando ci saranno date risposte chiare».

Risposte che riguardano due punti, entrambi funzionali al pagamento degli arretrati e anche a quel rafforzamento dell’attività produttiva che darebbe più visibilità sul futuro. Il primo riguarda la risposta attesa fin da martedì scorso, giorno in cui il tribunale di Lecco avrebbe valutato l’accordo di massima raggiunto dall’azienda con un creditore, annullando eventualmente il decreto ingiuntivo in corso. Sulla questione sembra non essere andato tutto liscio come ci si aspettava: «Ci è stato riferito dall’azienda - ci dice il segretario della Femca-Cisl Massimo Ferni – che a tutt’oggi non ci sono notizie dal tribunale. Ci era stato detto che era stato raggiunto un accordo con una grande banca a cui un fornitore aveva ceduto il suo credito, ma sembra che davanti al giudice tutto sia stato rimesso in discussione».

In secondo luogo i lavoratori chiedono di conoscere la decisione dell’assemblea dei soci in merito alla già annunciata e più volte rinviata ricapitalizzazione della società, «ma questa decisione – ci dice Sacchi – sembra dipendere da quella che sarà la risposta del tribunale sulla prima questione».

Ora si confida in un nuovo incontro fra sindacati e azienda, dato per “probabile” nella giornata di lunedì prossimo. Se l’incontro ci sarà, a seconda dell’esito «potremmo anche decidere – afferma Sacchi – di interrompere lo sciopero. Vedremo».

Nella vicenda, resa nota dai sindacati a inizio settembre, non è tuttavia mancato un momento di ottimismo quando, una settimana fa, le parti sociali (sindacati, Comune di Valmadrera, Provincia di Lecco e Confindustria) avevano portato tutti, proprietà di Aerosol compresa, al tavolo provinciale di crisi. In quell’occasione l’ad Tiziano Saggiomo aveva riacceso qualche speranza sulla soluzione rapida di una vicenda che è conseguenza di difficoltà gestionali e finanziarie, più che di domanda di mercato. In quella sede Saggiomo aveva spiegato alcuni progressi degli ultimi giorni nel dialogo con le banche e aveva informato sull’accordo di massima raggiunto con un creditore, sottolineando l’impegno aziendale per superare le tensioni finanziarie, in un quadro che prevede azioni di rilancio dell’attività produttiva.

Dopo un po’ di ottimismo ora torna qualche ombra ma si continua a confidare nel dialogo.

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