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Lecco: la crisi si fa sentire
Dilaga il ricorso alla <cassa>

Cassa integrazione anche alla Rodacciai di Bosisio Parini (Foto by BARTESAGHI)

La crisi economica si fa pesante: nella Brianza lecchese oltre un migliaio di lavoratori è in cassa integrazione. Sono la maggior parte le imprese della Brianza che già stanno lavorando a singhiozzo, o che sono in procinto di firmare la cassa integrazione ordinaria. Anche quelle realtà produttive che nei mesi conclusivi del 2008 avevano tenuto, sfruttando i permessi e le ferie arretrate o le chiusure settimanali, in questi giorni stanno facendo ricorso agli ammortizzatori sociali.
Ad essere in difficoltà sono le aziende di tutte le dimensioni e tutti i settori, non escluse le grandi realtà industriali del territorio. In questi giorni i sindacalisti stanno affrontando la questione Rodacciai, il cui gruppo sta per mettere in cassa integrazione il 40% dei dipendenti. «È già stato firmata la cassa integrazione per 200 dei circa 500 lavoratori della Rodacciai di Bosisio Parini – spiega Giorgio Ciappesoni, Fim-Cisl – e ci si prepara a firmare accordi di cassa integrazione per il laminatoio di Sirone, che occupa circa 150 persone, e per i 50 dipendenti della Bulnava di Suello, le due aziende che fanno capo al gruppo Rodacciai».
In difficoltà anche la Casartelli di Galbiate, che occupa 200 persone e ha aperto una procedura di cassa integrazione per tutti.
E il conto dei lavoratori coinvolti continua ad amentare: «Nella bassa Brianza, l’area più produttiva della provincia, il numero di lavoratori coinvolti nella crisi supera il migliaio di unità – commenta Massimo Sala, della Fiom-Cgil -. Sta per arrivare l’onda più pesante della crisi economica, e la produzione di queste aziende si è dimezzata. Tra le aziende di maggior dimensione che stanno ricorrendo alla cassa integrazione la trafileria Ponziani di Sirone, la Nordgas di Oggiono, sempre preoccupante la situazione della Stelvio di Oggiono, che da settembre sta continuando a lavorare a singhiozzo, sotto al 50% delle potenzialità di questa impresa. In cassa integrazione anche i lavoratori della Iro di Oggiono, così come una trentina dei 75 dipendenti della Passerini».

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