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Roma, 31 lug. (Apcom) - Netta presa di posizione del quotidiano dei vescovi 'Avvenire' sulla crisi della maggioranza aperta dal divorzio Berlusconi-Fini: l'unica strada percorribile è una nuova fase politica in cui "l'ascolto reciproco diventi la regola e non l'eccezione, pur nel rispetto delle funzioni attribuite dall'alettorato a maggioranza e minoranza". "Non avventure ma ritrovate virtù", è il titolo dell'esditoriale in prima pagina del quotidiano della Cei. Che indica una precisa via di uscita dalla crisi politica della maggioranza. "La rottura del Popolo delle Libertà - si legge- è un terremoto politico di cui è diffiile ora valutare le conseguenze che saranno comunque rilevanti, sul governo e sul sistema dei partiti". Detto questo, però, "ora si può aprire - scrive il quotidiano della Cei- una fase, nel rispetto delel funzioni attrubuite dall'elettorato a maggiroanza e minoranza, in cui l'ascolto reciproco diventa regola e non eccezione, seppure non per recupero di virtù ma per necessità". "E' quello che in fasi apparentemente anche meno drammtiche - ricordaz l'Avvenire- sia il Quirinale che la Chiesa già consigliavano e auspicavano con tenacia e con sincera e motivata preoccupazione. Ora questa via virtuosa, che richiede umiltà e responsabilità soprattutto a chi guida l'esecutivo, appare come unica alternativa alla paralisi di un governo senza maggioranza sicura o ad avventure ribaltoniste altrettanto pericolose".
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