Rischio doping per un cerotto  Mara rinuncia al Mondiale
Mara Fumagalli, ai vertici italiani del movimento Mtb

Rischio doping per un cerotto

Mara rinuncia al Mondiale

Ciclismo MtbDopo una caduta era stata medicata, un collega l’ha avvertita

L’atleta di Garbagnate si consulta con la nazionale e decide di evitare guai

Una vicenda a dir poco incredibile, e a farne le spese è la malcapitata biker lecchese Mara Fumagalli.

Sei mesi per preparare una gara importante come il Mondiale marathon di mountain bike; sei mesi trascorsi tra preparazione invernale, palestra, sacrifici e sudore. Arriva il grande giorno del Mondiale. Quello che Mara doveva disputare domenica a Singen, in Germania. Ma lei, la trentenne biker di Garbagnate Monastero, portacolori del sodalizio missagliese del Polimedical Frm, questa gara non è riuscita a disputarla, non è nemmeno partita, causa una vicenda capitata il giorno prima.

Escoriazioni

«L’altra domenica, - racconta lei - nel Bresciano sono incappata in una caduta, e ho subito delle escoriazioni su gamba e ginocchio destro. Sabato pomeriggio ho visto che perdevo ancora un po’ di sostanza viscosa da un taglio sul ginocchio. Ho chiesto al massaggiatore di darmi qualcosa. Il massaggiatore mi ha applicato un cerotto spray, spiegandomi che avrebbe fatto da disinfettante, formando una patina».

Sembra un fatto normale. Il medicinale in questione è il Trofodermin, indicato per abrasioni e lesioni cutanee. Ma il Trofodermin contiene Clostebol acetato, uno steroide anabolizzante, e quindi, tutto questo rientra nella voce doping.

«Dopo venti minuti è entrato in camera un mio compagno di squadra delle nazionale azzurra- continua la Fumagalli - accorgendosi subito di quel medicinale, rimarcando con tono fermo che rientrava nella lista delle sostanze dopanti. Ho avvisato immediatamente il massaggiatore e il medico della nazionale. Mi hanno fatto lavare con cura la parte ferita».

Mara Fumagalli chiede spiegazioni al medico, e allo staff della nazionale azzurra, per capire come comportarsi. «Dopo un po’ di tempo mi dicono, tramite una comunicazione arrivata dal referente federale dell’antidoping, che in riferimento a quanto accaduto, per i rischi connessi alla possibile positività, per la federazione io non dovevo correre il Mondiale, ed in caso di partecipazione mi sarei dovuta assumere tutte le responsabilità del caso. Ovviamente ho parlato con la mia società, con la presidentessa della Polimedical Frm, Loredana Manzoni, e abbiamo deciso di non partire».

Dalla società

Tuona la presidentessa Manzoni: «Vogliamo andare a fondo della situazione: si tratta di un errore che un professionista non può commettere. È incomprensibile tale leggerezza, e non si può concepire che nel kit di un massaggiatore sia permesso l’utilizzo di farmaci con sostanze proibite. Noi possiamo solo stare vicino a Mara e riportarla a vincere al più presto».

Amareggiata e delusa Mara Fumagalli: «Mi dispiace perché ho lavorato tanto per questo Mondiale - conclude la biker lecchese - però mi aspetto da parte di qualcuno almeno una lettera di scuse. Mi hanno tolto tante cose in questo ultimo fine settimana: sia come atleta, sia come essere umano».

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