«Il mio Giro d’Italia   per diventare leader»
Simone Petilli con i due promotori della festa organizzata in suo onore ai Roccoli d’Artesso

«Il mio Giro d’Italia

per diventare leader»

Ciclismo. Il professionista derviese Simone Petilli rivive la corsa in rosa, ripensa alla Svizzera e punta alla Polonia. «Tanta fatica, la tappa migliore sull’Etna poi al servizio del mio capitano e un giorno chissà, potrei avere io i gradi»

Il riposo dopo il Giro d’Italia e il ritiro a San Pellegrino, prima della partenza per il Giro della Polonia, dal 29 luglio al 4 agosto.

il ciclista professionista derviese Simone Petilli del team UAE Emirates ha risposto al fuoco di fila delle domande dei suoi fans. l’altro giorno - ne riferivamo già da queste colonne - durante la festa ai Roccoli d’Artesso.

«Quest’anno ero alla seconda partecipazione al Giro d’Italia e ci tenevo a far bene. Il primo obiettivo era arrivare alla fine stando bene. Le prime tappe sono andate abbastanza. In Sardegna ho perso qualche minuto per colpa degli schieramenti a causa del vento. La tappa all’Etna è stata la migliore e sono arrivato nel gruppo dei big con Vincenzo Nibali, Nairo Quintana e Tom Domuolin e abbiamo vinto con Jan Polanc».

«Spero di diventare un leader di squadra. Le mie doti sono essere forte in salita e avere una buona dote di fondo. Ci vogliono ancora cinque o sei anni per crescere fisicamente. Se invece andrà male, potrei fare il supporto per grandi capitani».

Tutti i dettagli nell’ampia intervista su “La Provincia di Lecco” in edicola giovedì 6 luglio.

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