Sabato 18 ottobre 2008

Prostitute uccise nei boschi
Un lungo filo fino in Brianza

LECCO - Tre albanesi sono finiti in carcere per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. I carabinieri di Lecco continuano a indagare nel mondo della prostituzione che gravita lungo la Novedratese, tra Arosio e Giussano. Cercano sempre elementi per scoprire gli autori dei feroci omicidi di tre giovani, due romene e una moldava, i cui cadaveri erano stati poi gettati nei boschi del lecchese, a Morterone e Perledo.
E stavolta nella rete è finito un terzetto particolarmente pericoloso che gestiva una gran fetta di territorio e che aveva sotto di sè altri gruppi con elementi che accompagnavano e «proteggevano» le singole ragazze. I tre gestivano le donne con piglio particolarmente feroce controllandole ripetutamente sul posto di lavoro e picchiandole se l’incasso non era soddisfacente.
E a testimonianza del livello di violenza nella quale agivano, i tre giravano armati. Uno di loro infatti aveva addosso un revolver e nella casa di un altro è stata trovata una pistola. Due degli arrestati erano anche stati protagonisti di un violento litigio con connazionali nell’aprile scorso ad Arosio durante il quale vennero esplosi alcuni colpi di arma da fuoco che ferirono i rivali.
Si tratta di Alket Troksi, 23 anni residente a Milano, non in regola con il permesso di soggiorno, addosso a lui c’era il revolver calibro 38 del ’42 privo di matricola; Anton Prenga, 24 anni domiciliato a Milano e Klodian Noli, 23 anni domiciliato a Cesano Maderno. In casa sua c’era la pistola semiautomatica Walter calibro 7.65 con relative munizioni e matricola abrasa. Le armi perfettamente funzionati e considerate armi clandestine sono allo studio dei Ris per risalire ad eventuali altri utilizzi.

e.galigani

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