Boom del noleggio, bici e auto  piacciono ai turisti
La simpatica insegna del rent a bike lecchese, a misura di turista

Boom del noleggio, bici e auto

piacciono ai turisti

Dati della camera di Commercio confermano, più 7% in un anno, in provincia di Lecco 80 aziende Fiorella Lanfranchi: «Un grande potenziale sprecato»

Lecco è, insieme a Cremona e a Pavia, una delle province lombarde in cui quest’anno il noleggio di auto, bici, moto e barche ha preso il volo.

A dirlo sono i dati della Camera di Commercio di Milano per un settore che nell’intera Lombardia vede all’opera oltre 3.300 imprese, di cui 80 a Lecco, che quest’anno segna un incremento di noleggi del 7% rispetto a un anno fa.

Fra queste, 20 sono aziende di noleggio di auto e autoveicoli leggeri, una di noleggio autocarri, due per le biciclette, sette per il noleggio di imbarcazioni da diporto senza equipaggio, 6 per il noleggio di attrezzature sportive e ricreative, 5 per video e dischi e tre per beni di uso personale e domestico. E, ancora, a Lecco ci sono aziende di noleggio macchinari e attrezzature (2), noleggio di macchine edili (6) e attrezzature per ufficio (4), mezzi di trasporto aereo (2), macchine a controllo numerico (12), strutture per manifestazioni (4) e altro.

Nello specifico a parlarci di come sta andando il noleggio di auto, biciclette e moto è Veronica Rusconi, che sottolinea come «quest’anno sia in forte crescita il noleggio di bici e moto. In particolare – aggiunge – l’azienda ha centrato la sua visione inserendo quest’anno anche le moto in concomitanza con una forte crescita di turismo che da mesi stiamo osservando a Lecco».

Bici, moto ed auto non per i lecchesi dunque ma per i turisti, pressoché tutti stranieri.

Al netto delle vetture di cortesia che pure Lanfranchi fornisce per le assicurazioni, «quest’anno – spiega Fiorella Lanfranchi – abbiamo avuto incrementi maggiori rispetto a quanto realizzato un anno fa. Ma devo purtroppo dire – aggiunge – che siamo gli unici aperti in tutta la provincia di Lecco. Nel settore ci si lamenta tanto e alla fine quel che emerge è che nei fatti quando il lavoro c’è poi lo si lascia andare. La nostra è una provincia con un potenziale enorme e in gran parte sprecato».

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