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Il Catenificio Regina non ci ripensa e punta dritto sull'apertura di una procedura di mobilità per 17 dipendenti e sulla cassa integrazione straordinaria per i rimanenti 303 lavoratori. A nulla è valso il tentativo dei sindacati di puntare su un contratto di solidarietà, che avrebbe permesso a tutti i lavoratori di mantenere il proprio posto di lavoro, oltre all'80% del salario e la maturazione degli istituti previdenziali.
«Il 4 marzo parte la procedura di mobilità per 17 dipendenti e la procedura di cassa integrazione straordinaria per 303 persone – racconta Enrico Civillini, sindacalista della Fim Cisl - Una scelta che non approviamo, perché visti i numeri dell'azienda, i bilanci e la situazione generale, sarebbe stato possibile percorrere la strada del contratto di solidarietà. Mi piacerebbe sfidare l'azienda, sedermi con i vertici della Regina a un tavolo, analizzarne le potenzialità industriali, per vedere se effettivamente la strada del contratto di solidarietà non sia davvero percorribile, come dicono loro».
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