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BELLANO - L'Aida, l'opera di Verdi tra le più amate dai cosiddetti “melomani” e tra le più conosciute e rappresentate al mondo, ha trovato una sua ennesima rappresentazione nell'ex cotonificio Cantoni nell'ambito di Bellano Lirica. Un'opera la cui fortuna è da ricercarsi nel felice connubio tra libretto (del nostro Antonio Ghislanzoni) e musica, e in quelle atmosfere esotiche che Verdi aveva iniziato ad esplorare con il Nabucco e che qui trovano un giusto equilibrio con i drammi umani. Sul podio, un bravo e attento Charles Olivieri Munroe che, abile nel tenere a bada l'orchestra e il palco, ha offerto una lettura dell'opera verdiana che ha privilegiato l'aspetto celebrativo e trionfale, quello che dispiega le voci e che vede il coro e la sezione degli ottoni in primo piano, rispetto a quello intimistico e, oseremmo dire, cameristico, pur presenti in questa partitura, tesi a definire e ad esaltare i drammi umani e sentimentali dei personaggi lacerati tra sentimento e ruolo.
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