Voucher, per la pensione  da soli non bastano

Voucher, per la pensione

da soli non bastano

Pensione inarrivabile: Servirebbero 126 annidi contributi per un assegno di 600 euro

Nei giorni scorsi un nuovo allarme pensioni, questa volta legato ai voucher, è arrivato dalla Cisl Veneto, la regione che conta il maggior boom di voucher, che ha messo nero su bianco come chi vive di voucher possa aspirare a una pensione mensile di 673 euro (poco più della pensione sociale) solo dopo 126 anni e 6 mesi di contributi.

E dato il dilagare nell’uso dei voucher, il dato, se viaggia sugli attuali standard, annuncia generazioni di nuovi poveri.

Del resto i conti sono subito fatti: su una somma massima cumulabile in voucher non superiore a 7.000 euro l’anno lordi, il 13% finisce nei contributi previdenziali, il 7% all’Inail e il 5% nei costi di servizio. Su un voucher da 10 euro lordi, 7,5 finiscono in tasca al lavoratore per cui secondo i calcoli della Cisl Veneto, con le soglie attuali chi viene remunerato solo tramite voucher anche al massimo consentito, ottiene i requisiti minimi per la pensione col sistema contributivo solo dopo aver lavorato per 126 anni e mezzo.

Secondo la Cisl la contribuzione andrebbe aumentata dall’attuale 13 al 27%, ma è evidente che soldi in tasca ai lavoratori così ne arriverebbero meno.

Secondo il segretario della Uil Lecco-Como “non c’è dubbio che coi voucher anche in senso pensionistico si stiano creando i poveri del futuro”, mentre per Giorgio Carnicella (Cgil) “l’aspetto pensionistico legato ai voucher è una presa in giro, perché formalmente questi contributi andrebbero in una gestione separata. L’Inps non li contabilizza, non c’è un conto Inps dedicato a cui un lavoratore può accedere per controllare la situazione. Va tutto nella distribuzione generale in carico all’Inps, per i lavoratori coi voucher, nei fatti, sono contributi persi”.

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