«Vittorio Sgarbi, paladino della bellezza»
Chiavenna, Vittorio Sgarbi riceve il premio dalle mani di Roberto Lucchinetti (Foto by Domiziano Lisignoli)

«Vittorio Sgarbi, paladino della bellezza»

Premio culturale Sala gremita per la serata organizzata dal circolo La Torre che ha invitato anche Nicola Porro. Applausi a scena aperta al critico che con le sue battute al vetriolo ha tracciato un quadro (impietoso) della politica.

Giudizi politici impietosi, pronostici elettorali e qualche approfondimento di natura culturale. Vittorio Sgarbi non ha deluso le attese degli oltre 200 spettatori presenti alla ventesima edizione del Premio La Torre messo in palio dall’omonima associazione culturale della valle. Sgarbi, arrivato a Chiavenna con 45 minuti di ritardo e esibitosi di fronte a un cineteatro Victoria strapieno, ha compiuto un vero e proprio giro a 360 gradi nella politica italiana, ben spalleggiato dal giornalista Nicola Porro, vincitore dell’edizione del premio lo scorso anno. Partendo, naturalmente, da Silvio Berlusconi. «Berlusconi voleva incontrare Di Maio, ma il suo cerchio magico gliel’ha impedito. Tornerà lui quando si libererà delle varie Pascale e Bergamini». Tra qualche battuta greve e qualche volo decisamente alto, come quello sull’accostamento tra Caravaggio e Pasolini, il critico d’arte è stato durissimo con il presidente del consiglio: «Renzi è espressione perfetta del berlusconismo ed è il terzo dei leader che il nostro Paese ha avuto dopo il fascismo. Il primo è stato Craxi, che ha capito la necessità di cambiare rompendo lo schema Dc-Pci, finendone però schiacciato. Il secondo è stato Berlusconi, bloccato dai suoi alleati: Fini, Bossi, Casini, Letta e Tremonti. Infine Renzi, che essendo un ragazzo intelligente ha deciso che avrebbe eliminato lui tutti i partiti. A cominciare dal suo. Si è liberato dei D’alema, Bersani e Cuperlo. Purtroppo sostituendoli con delle colf che non gli facessero ombra. Renzi è bravissimo nel raggiungere gli obiettivi. Il suo problema è che non sa quali siano».

Spietato sulle modalità di selezione della classe dirigente a 5 Stelle: «Grillo i candidati non li vuole nemmeno conoscere, li pesca così, a caso. Li mette in lista, li fa votare dai suoi online e poi, quando vengono votati e arrivano dove devono arrivare, allora, conoscendoli, li elimina».

Tanti i duetti con Porro, con il quale ha condiviso tre anni di trasmissioni per il programma Virus, recentemente cancellato: «Non si tratta di un caso di censura renziana – ha ironizzato Sgarbi – quanto piuttosto di un problema di donne. Porro è decisamente belloccio e faceva ombra al direttore generale Campo Dall’Orto. Se fosse stato bruttino come un Parenzo o un Telese sarebbe ancora al suo posto». Proprio Porro prenderà il posto di Telese alla guida di Matrix a partire dalla prossima stagione.

A seguire la consegna del premio, una pentola in pietra ollare, da parte della presidente del circolo Lisanna Ratti: «Vittorio Sgarbi è il testimone più combattivo della bellezza e del gusto sfrontato e insolente dell’intelligenza. Indomabile, sempre fuori dal coro e oltre le righe, Sgarbi avvicina all’arte e allontana dal conformismo dell’ipocrisia. A lui e al suo rabbioso amore per l’Italia, va la ventesima edizione del Premio La Torre». In platea anche Carla Cioccarelli e Fernando Baruffi, presidente e vice presidente del Bim, ente pubblico sostenitore dell’iniziativa, e Luca Della Bitta con la consorte, sindaco di Chiavenna, pure supporter dell’evento. Grande assente della serata, infine, Marcello Veneziani, impossibilitato a raggiungere Chiavenna per un malore, fortunatamente non grave.

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