«Sui treni serve più sicurezza Mettete tornelli anche in Valle»
Trenord vorrebbe dotare il personale di telecamere portatili e di un’applicazione per lanciare un Sos

«Sui treni serve più sicurezza
Mettete tornelli anche in Valle»

La Cgil chiede quali gli effetti sulla tratta Milano-Tirano. Nana: «Siamo consapevoli degli investimenti, ma non c’è altra soluzione».

«I tornelli nelle stazioni risolverebbero molti problemi anche in Valtellina». Prende la parola la Cgil dopo l’incontro che martedì ha visto impegnati in prefettura a Milano i sindacati, l’assessore alla Mobilità di Regione Lombardia Alessandro Sorte e i rappresentanti di Trenord, Fnm e Rfi.

Le aziende hanno presentato, su indicazione della prefettura che se ne è fatta garante, alcuni progetti per migliorare la sicurezza e l’incolumità del personale e dei viaggiatori. «Trenord ha annunciato un aumento dei tornelli con assunzione di nuovo personale, una particolare applicazione per tablet e smartphone attraverso la quale il personale potrà inviare una richiesta di intervento di soccorso e delle videocamere da indossare per supplire la mancanza di video sorveglianza sui materiali più vecchi - è il resoconto del sindacato -. Inoltre ha annunciato la creazione di una sala operativa dedicata, che però risulterà inutile se non ci sarà un aumento del numero delle guardie giurate sui treni - oggi 30 invece di 125 - e degli agenti Polfer».

Questi annunci sono a carattere regionale e non è noto l’impatto sulle linee della provincia di Sondrio, un po’ come per i nuovi treni di cui si è parlato a luglio, ma senza particolari garanzie.

La Cgil sottolinea che Rfi e Fnm hanno annunciato investimenti per mettere tornelli in alcune stazioni e implementare il servizio di video-sorveglianza, oltre alla bonifica e alla messa in sicurezza di alcuni scali e stazioni ferroviarie. Proprio su questo punto si concentra l’attenzione del sindacato dei ferrovieri valtellinesi, chiamati ad affrontare quotidiani confronti con viaggiatori senza biglietto, che spesso non ne vogliono sapere di mettere mano al portafoglio e in alcuni casi a vere e propri episodi di violenza.

La linea dura nei confronti delle irregolarità e dei comportamenti violenti non è una prerogativa della destra e, come sottolinea il sindacalista della Cgil, storico volontario della Caritas valtellinese, «non deve avere né finalità propagandistiche, né speculative, ma è incentrata sul rispetto delle regole».

«Questo è un valore che appartiene al sindacato e alla cultura della solidarietà - spiega Nana -. C’è una componente legata alla sicurezza e una, altrettanto preziosa, che ha a che fare con l’educazione. Sui convogli si sale con il biglietto e se non si deve usare il treno non c’è motivo di accedere ai binari. Per questo riteniamo necessario installare dei tornelli anche nelle nostre stazioni, partendo da quelle maggiori. Siamo consapevoli delle possibili difficoltà logistiche e della necessità di investimenti, ma con questa impostazione si deve operare per trovare rimedi concreti ai problemi attuali. Ne va della sicurezza del personale e della giustizia: è inaccettabile che alcuni cittadini usufruiscano di un servizio pubblico gratis senza averne diritto».

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