Siccità: bestiame rientra da alpeggi con 10 giorni anticipo
Negli alpeggi scatta il «tutti a casa» con dieci giorni di anticipo

Siccità: bestiame rientra da alpeggi con 10 giorni anticipo

È quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti Lombardia sui pascoli di montagna dove questa estate le alte temperature hanno tagliato la produzione di erba per il bestiame.

Meno pioggia, meno erba per il bestiame: negli alpeggi scatta il «tutti a casa» con dieci giorni di anticipo. È quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti Lombardia sui pascoli di montagna dove questa estate le alte temperature hanno tagliato del 20% la produzione di erba per il bestiame. Una situazione che riguarda circa 600 alpeggi lombardi con oltre 800 malghe, in provincia di Sondrio (37), Brescia (30%), Bergamo (24%), Como (8%), Lecco (8%).

«Nelle nostre zone la maggior parte degli alpeggiatori ha dovuto anticipare il ritorno a valle a causa della mancanza di precipitazioni che ha compromesso i pascoli» dice Francesca Monaci alpeggiatrice e presidente del Consorzio Produttori Formai de Mut dell’Alta Valle Brembana (Bergamo). Ma c’è anche chi ha deciso di resistere in attesa della pioggia, prevista per i prossimi giorni.

«Fra oggi e domani le portiamo tutte a casa - racconta delle sue mucche in alpeggio tra i 2.000 e i 2.700 metri dell’Alpe Colina, Alberto Libera, allevatore 51enne di Colorina -. Quest’estate siamo saliti in montagna 10 giorni dopo e scendiamo 10 giorni prima. Abbiamo avuto il 40% in meno di fieno e con questo caldo i miei 160 capi hanno fatto meno latte, con un calo del 30% nella produzione di formaggio Bitto».

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