Rogo di Capodanno: almeno due indagati
Nell’incendio di Capodanno l’impiego di pompieri e volontari coprì 50 giornate

Rogo di Capodanno: almeno due indagati

L’inchiestaBocche cucite in Procura sulle indagini in corso da ormai un anno da parte dei carabinieri. Le persone sottoposte ad indagini sarebbero però più d’una e avrebbero sparato razzi dalla zona di Daloo.

Indagini a una stretta finale per il grande incendio che durante lo scorso mese di gennaio ha devastato la sponda destra della Valchiavenna. Il rogo di Capodanno, forse, non resterà impunito. La notizia, non ufficializzata, è che per l’incendio ci sarebbero almeno due persone sottoposte ad indagini dalla Procura di Sondrio. Dopo quasi un anno, insomma, siamo a una svolta. Forse inaspettata perché sulla possibilità di individuare i colpevoli dell’assurdo gesto c’era più di una perplessità. L’incendio sarebbe stato scatenato da un razzo lanciato dalla zona di Daloo. Non, quindi, da una lanterna nese accesa nel fondovalle. Attualmente non si sa ancora per quale reato siano indagati i presunti autori del lancio del razzo. Bisogna capire se il reato contestato è l’incendio doloso o quello colposo.

Il codice penale prevede che chiunque provochi un incendio su boschi, selve o foreste è punito con la reclusione da 4 a 10 anni. Fa eccezione l’incendio colposo, cioè non voluto, per i quali la reclusione prevista va da 1 a 5 anni. Le pene sono aumentate se dall’incendio deriva pericolo per edifici o danno su aree protette, come avvenuto a Pianazzola. Le pene previste sono aumentate della metà, se dall’incendio deriva un danno grave, esteso e persistente all’ambiente. Esiste anche la previsione del cosiddetto “dolo eventuale”, forma di dolo indiretto che si ha quando l’agente pone in essere una condotta che sa che vi sono serie possibilità produca un evento integrante un reato eppur tuttavia accetta il rischio (reato ad esempio contestato a chi provoca valanghe in fuoripista, ndr).

Da sottolineare come il Comune di Chiavenna , nel dicembre scorso vietò il lancio di fuochi d’artificio. Proprio il Comune di Chiavenna nel caso in cui si arrivi a processo sarà obbligato dalla legge a costituirsi parte civile: «Senza entrare nel merito della notizia – commenta il sindaco Luca Della Bitta – ci sono due aspetti da sottolineare. Il primo è l’ottimo funzionamento della macchina organizzativa antincendio. Il secondo riguarda gli aspetti preventivi e repressivi. Viste le mutate condizioni climatiche occorre fare uno sforzo per sensibilizzare la popolazione per quanto riguarda le condotte a rischio. C’è poi anche l’aspetto della repressione. É importante che chi si rende responsabile di questi atti venga punito».

Per quanto riguarda i danni non è mai stata compilata una scheda Rasda con la quantificazione. Interessata dalle fiamme un’area di circa 110 ettari di aree boscate ai quali vanno aggiunti vallette e strade. C’è il conto delle giornate di lavoro impiegate per domare le fiamme: sei giorni di intervento del Canadair dello Stato, 24 giornate di intervento degli elicotteri di Regione Lombardia, 50 giornate di lavoro dei Vigili del Fuoco e volontari, 178 giornate per le squadre dell’Antincendio Boschivo. Più il volontariato.

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