“Rezia Cantat” pensa in grande,   pronto un progetto da oltre un milione
L’appuntamento corale porterà a Chiavenna 3.500 coristi

“Rezia Cantat” pensa in grande,

pronto un progetto da oltre un milione

Grandi eventi a Chiavenna, gli organizzatori sperano nel finanziamento nell’ambito di Interreg 2014-2020. Oltre al raduno dei cori, la manifestazione si propone come un modello organizzativo.

Un maxi-progetto da oltre un milione di euro, sperando che i soldi arrivino. Punta in alto l’organizzazione di Rezia Cantat, l’appuntamento corale che porterà a Chiavenna circa 3.500 coristi provenienti dal nord della Lombardia e dai Grigioni italiani. Un appuntamento culturale, ma anche un fine settimana dal grande potenziale turistico. Tutto transfrontaliero.

L’obiettivo è la conoscenza reciproca e per questo il progetto è stato inserito tra quelli che saranno presentati nell’ambito di Interreg 2014-2020, auspicando che Unione europea e Confederazione elvetica diano il benestare. E i soldi, ovviamente. Il Programma di iniziativa comunitaria Interreg ha l’obiettivo generale di rafforzare l’identità comune attraverso la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale. In questi mesi, dopo l’ufficializzazione di Rezia Cantat arrivata prima dell’estate, è stata avviata con molteplici incontri, la predisposizione di un progetto di partecipazione ai programmi Interreg in collaborazione tra Comune di Piuro, Comunità montana della Valchiavenna, Chiavenna, l’Associazione Italo-svizzera per gli Scavi di Piuro, Usci Sondrio e Lombardia, Feniarco, Coro Viril di Samedan, Comune di Samedan, Canton Grigioni relativamente alla valorizzazione dell’identità peculiare dell’area transfrontaliera della Valchiavenna e del Canton Grigioni, attivando «un percorso di valorizzazione e salvaguardia del patrimonio culturale alpino attraverso la musica, per rafforzare la cooperazione fra le aree con nuovi strumenti promozione culturale e territoriale per incrementare la cooperazione e l’attrattività dei territori».

Si punta, insomma, ad arricchire il programma che vedrà impegnati 132 cori e 3.400 coristi dal 7 al 10 giugno 2018. Il programma definitivo non c’è ancora. Anche perché si tratta di capire se arriveranno i fondi europei o meno. Il progetto presentato prevede una spesa complessiva di 1 milione e 145mila euro. Di questi 788mila sarebbero finanziati dal programma europeo, 216mila dalla parte svizzera e 267mila sarebbero garantiti dal Comune di Piuro, ente capofila per la parte italiana. Sostanzialmente si punta su appuntamenti pre e post raduno, su marketing e promozione, sulla formazione e, in caso di arrivo di una grande massa di visitatori, allo studio di un piano di integrazione modale.

Una prima edizione che è nata anche per diventare il modello organizzativo per appuntamenti culturali transfrontalieri nel futuro. Magari in grado di diventare auto-sostenibili dal punto di vista finanziario. Il ritorno turistico immediato dell’evento è facilmente intuibile. La valle farà fatica a trovare un posto letto a tutti i coristi, figuriamoci agli accompagnatori e agli appassionati di canto corale. C’è ovviamente, poi, anche l’obiettivo a lungo termine. Mettere in campo tutte le azioni possibile per far sì che la gente poi in valle ci torni. Magari per una visita più approfondita, che la brevità e il momento dell’anno in cui si terrà Rezia Cantat non potranno far scoprire.

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