Prima vendemmia coi nuovi voucher  «Ma sono un flop»
Non mancano le difficoltà per gli operatori che iniziano la vendemmia in questo periodo (Foto by archivio)

Prima vendemmia coi nuovi voucher

«Ma sono un flop»

Coldiretti interviene sul nuovo strumento bocciato per gli «inammissibili ritardi burocratici». Fancoli: «Il datore di lavoro fatica a utilizzarli, a capirli».

Il “rompicapo” per l’ingresso al portale Inps con il Pin, Personal identification number, password alfanumerica per accreditarsi e accedere ai servizi dell’ente e alla “piattaforma digitale” fornito ai richiedenti, «metà via sms», metà per posta, tramite lettere che almeno in Valtellina sono arrivate ai destinatari anche dopo 15, 17 giorni.

Dopo la registrazione ci sono le difficoltà che incontrano i datori di lavoro per versare i soldi che servono a pagare le prestazioni occasionali sul proprio “portafoglio elettronico”. Si deve usare un particolare modello F24: sistema dai tempi lunghi, per arrivare a “vedere” il versamento sul portale telematico devono passare «sette giorni bancabili», esclusi quindi sabato, domenica e lunedì più «il giorno in cui effettui il versamento».

Se porti in banca l’F24 il venerdì, si iniziano a conteggiare i giorni di iter dal martedì successivo, così che i soldi sono disponibili 14 giorni dopo. I “nuovi voucher” o contratto di lavoro occasionale sono già definiti da imprenditori, commercianti, lavoratori e associazioni di categoria «un flop».

Ieri su questo nuovo strumento retributivo per le prestazioni occasionali che ha sostituito i “vecchi voucher” è intervenuta Coldiretti, l’associazione di rappresentanza degli operatori agricoli. La vendemmia è iniziata e in tanti di questi nuovi buoni lavoro «non sanno che farsene». Un concetto che ribadiscono: «Su una stagione già difficile per il caldo e la siccità – è stato affermato da Roma dalla dirigenza Coldiretti – vanno segnalate le difficoltà determinate in agricoltura dall’abrogazione dei voucher e dagli inammissibili ritardi burocratici nello sviluppo della procedura informatica dell’Inps relativa ai nuovi buoni lavoro, fattori che impediscono alle imprese agricole di avvalersi dei nuovi strumenti per la vendemmia e le campagne di raccolta».

Coldiretti sottolinea come dopo dieci anni per il mondo contadino questa sia la prima vendemmia senza voucher. «Si tratta di strumenti retributivi nati nel 2008 proprio per agevolare le operazioni di raccolta delle uve. In seguito sono stati estesi a tutti i comparti. Con il flop dei nuovi voucher – chiarisce la Coldiretti – si rischiano di perdere opportunità occupazionali e di compromettere l’intero percorso di emersione del lavoro nero intrapreso dal 2008 a oggi. In difficoltà è soprattutto la vendemmia, dove venivano impiegati più della metà dei voucher utilizzati in agricoltura».

A venire sollecitati in questo caso sono tra l’altro operatori che non vengono da mesi facili. «I vecchi voucher andavano corretti, c’era chi se ne approfittava – precisa per Coldiretti Sondrio il responsabile per i servizi previdenziali Fabio Fancoli –, si dovevano inserire regole stringenti, ma oltre ai vincoli, che sono stati previsti, si sono gravati i nuovi contratti di una burocratizzazione che li rende concretamente complessi anche da gestire». «Il datore di lavoro fatica a utilizzarli, a capirli, deve rivolgersi al consulente e sono costi aggiuntivi, tempo che se ne va. E l’attività ne risente. Pensiamo a una microimpresa del nostro settore, che ha avuto le gelate ad aprile, la siccità in estate, non ci stupiamo se le aziende costrette a vivere tra tante difficoltà decidono di chiudere i battenti e abbandonano la terra, i vigneti, i frutteti».

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