Patrimonio da tutelare. A lezione di natura nel Parco delle Orobie
Da sinistra Arianna Aceti, Claudio La Ragione, Carla Cioccarelli e Walter Raschetti (Foto by foto Gianatti)

Patrimonio da tutelare. A lezione di natura nel Parco delle Orobie

Sessanta attività per tutte le scuole. Laboratori gratuiti, a carico degli istituti solo i trasporti. Cioccarelli, Bim: «Ai giovani serve più consapevolezza»

A lezione di natura con il Parco delle Orobie, perché solo «se conosci il territorio, apprezzandone la biodiversità, lo ami e lo rispetti». Condizione imprescindibile, alla base dei progetti di educazione ambientale e del programma “Sistema Parchi” - una sessantina di attività per l’anno scolastico 2016-2017 -, presentati ieri dal presidente Walter Raschetti e dal coordinatore Claudio La Ragione, affiancati da Carla Cioccarelli, presidente del Bim.

Una presenza fondamentale, quella del Bacino imbrifero montano, grazie al contributo del quale, dopo il taglio dei fondi regionali tre anni fa, queste attività, rivolte ai circa 25mila studenti di Valtellina e Valchiavenna, dall’asilo alle superiori, non sarebbero state possibili.

«In un momento difficile, in cui il tentativo di scippo delle nostre risorse idriche è forte, ben venga la promozione del Parco delle Orobie con un progetto di grande valenza educativa» ha detto Cioccarelli, che ha garantito il contributo che sarà maggiore dei 15mila euro riconosciuti negli anni scorsi, sottolineando «il connubio tra il Bim, che incassa i sovracanoni dovuti in compensazione per le grandi centrali e gli interventi fatti sul territorio, che per certi versi lo hanno sacrificato, e altri enti, il Parco delle Orobie tra tutti, che lo valorizzano e lo tutelano». Raschetti e Cioccarelli d’accordo su quanto «sia importante avvicinare i ragazzi e le nuove generazioni, affinché cresca la consapevolezza delle potenzialità del patrimonio naturale».

«Forte l’impegno del Parco sulla didattica ambientale – ha aggiunto Raschetti -. Fino al 2012 la Regione contribuiva, dopodiché, per la “moda” del taglio alle spese superflue, ma secondo me questa non lo era, ha sforbiciato la didattica».

A restituire quanto alta sia la risposta delle scuole, i dati snocciolati da La Ragione: «Su un totale di 2.521 alunni che lo scorso anno sono giunti al Parco attraverso il canale “Area Parchi”, il 53,6% ha fatto tappa all’Osservatorio ecofaunistico di Aprica, il 23,18% all’Ecomuseo Valgerola, all’aula didattica nella sede di Albosaggia il 9,42%, al Giardino botanico “Orobie” il 3,6%, l’1,5% al museo del legno in Val Tartano». Complessivamente 138 sono state le classi, «88 delle quali della nostra provincia, 50 invece provenienti dalle province di Lecco, Como, Varese, Brescia, Milano e una anche dalla vicina Svizzera».

Ai fondi stanziati dal Bim, si aggiungono altri 15mila euro dal bilancio del Parco, per un investimento di circa 30mila euro. Risorse che consentono di offrie le iniziative gratis: «Anche le scuole, così come i parchi, sono stati soggetti, e lo sono tuttora, a continui tagli. Incidendo parecchio le spese di trasporto sulle uscite sul territorio - ha spiegato La Ragione -, si è voluto offrire gratuitamente le attività didattiche». Una gratuità, che incentiva molte scuole a chiedere alle famiglie di farsi carico delle spese di trasporto per partecipare a questi progetti, per iscriversi ai quali c’è tempo sino al 30 novembre.

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