Obbligazioni Usa congelate  «Rubate durante la Guerra»
Il procuratore capo Claudio Gittardi, titolare della delicata inchiesta

Obbligazioni Usa congelate

«Rubate durante la Guerra»

I particolari del sequestro da un miliardo e quattrocento milioni. I titoli erano stati emessi negli anni ’30. Gli Stati Uniti: «Sono irregolari».

È uno di quei casi in cui la realtà supera la fantasia. L’ultima inchiesta che la Procura di Sondrio ha affidato alla Guardia di Finanza è di quelle destinate a passare alla storia. E non soltanto per la somma da record finita sotto sequestro: un miliardo e quattrocento milioni di dollari in obbligazioni Usa.

Gli inquirenti valtellinesi con la storia vera e propria dovranno fare i conti anche per venire a capo dell’intera vicenda, la cui trama non ha niente da invidiare a un copione da thriller hollywoodiano.

I titoli della Federal Reserve Bank, sei in tutto, sono stati sequestrati mercoledì mattina durante le perquisizioni effettuate nelle abitazioni e negli studi dei nove indagati. A breve sarebbero stati messi all’incasso in Svizzera e trasformati in liquidi o comunque scambiati in modo da interromperne la tracciabilità. Per questo gli investigatori della Guardia di Finanza del colonnello Massimo Manucci, diretti dal procuratore capo Claudio Gittardi, sono entrati in azione, sequestrando i sei titoli miliardari oltre a una valanga di altri documenti.

I bond congelati dall’intervento coordinato degli inquirenti italiani e da quelli svizzeri risultano emessi dalla banca centrale degli Stati Uniti negli anni 30 a garanzia di alcuni Stati alleati.

Pochi anni dopo, in piena Seconda Guerra Mondiale, i titoli sarebbero stati sottratti in qualche modo ai titolari per cominciare a passare di mano in mano. Non è ancora chiaro se siano stati degli americani a effettuare lo spoglio o i russi. Fatto sta che la provenienza dei documenti non è esattamente lecita, anche se a una prima analisi i bond sembrerebbero autentici.

Nel dubbio, la Federal Reserve Bank che li ha emessi si è affrettata a dichiarare che quei titoli sono irregolari. «Il che non significa che siano falsi» avverte però il procuratore Gittardi.

In ogni caso i titoli sono stati poi utilizzati in tutti questi anni per costituire capitali e riserve sociali, garanzie e per tutti i vari impieghi dei prodotti finanziari in ambito societario. Ci vorrà parecchio tempo per ricostruirne tutti gli spostamenti. Per questo, oltre ai titoli, mercoledì i finanzieri hanno sequestrato anche molti altri documenti,

Adesso, ovviamente, siamo nella fase in cui tutte queste carte devono essere analizzate e ci vorrà del tempo per completare il quadro. Secondo gli inquirenti, comunque, ce n’è già più che a sufficienza per formulare le accuse di associazione per delinquere finalizzate al riciclaggio. E qualcosa di più starebbe già venendo a galla, anche se dagli uffici della Procura e da quelli del comando provinciale delle Fiamme Gialle non trapelano molti altri dettagli.

I nove indagati, tutti nel Nord Italia, sono imprenditori e professionisti legati al mondo della finanza. Faccendieri, secondo le accuse, sempre al limite dell’illegalità. Nessuno di loro è valtellinese oppure opera in provincia di Sondrio, ma c’erano dei contatti tra la banda e la delinquenza locale già tenuta sotto controllo dalla Gdf. Ecco perché gli inquirenti valtellinesi li hanno intercettati, aprendo così il vaso di Pandora.

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