Nuovo anno accademico  I numeri sono in crescita
Il rettore Ferruccio Resta durante una visita a Lecco

Nuovo anno accademico

I numeri sono in crescita

Il rettore Ferruccio Resta«Chiediamo a istituzioni e imprese di proporre le sfide su cui lavorare»

«Abbiamo dimostrato di avere le competenze tecniche e di disporre del miglior capitale umano, di essere ambiziosi e allo stesso tempo pragmatici. Chiediamo a istituzioni e mondo produttivo, oggi, di proporre le prossime sfide a cui lavorare assieme. Abbiamo intuizioni e idee per essere insieme motore dell’innovazione del Paese».

Sono state queste le parole che il rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta, ha scelto per inaugurare il 155° Anno accademico davanti a una platea come sempre affollata anche da rappresentanti delle istituzioni. In sala erano presenti infatti, tra gli altri, la ministra dell’Istruzione, dell’università e della ricerca Valeria Fedeli, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente della Regione Roberto Maroni.

Il rettore, alla sua prima cerimonia inaugurale alla guida dell’ateneo, è voluto partire dalle condizioni di salute del Polimi. «Dal 2010 a oggi i nostri laureati sono aumentati del 35% e gli studenti stranieri sono più che raddoppiati, sinonimo di una crescente attrattività internazionale. I tassi di occupazione dopo la laurea sono positivi: a 12 mesi dal titolo è impiegato l’85% degli architetti; l’88% dei designer e il 97% degli ingegneri. Circa la metà vanta un contratto a tempo indeterminato».

In ambito internazionale, la crescita del Politecnico è altrettanto importante, con i rapporti con i migliori atenei europei e le relazioni anche con la Cina, fino alla continua scalata al ranking internazionale QS: 100 posizioni guadagnate negli ultimi sette anni. Quindi, Resta ha indicato la strada da seguire. «Vogliamo puntare su corsi di dottorato che siano più attrattivi per il settore produttivo, più vicini ai bisogni dell’impresa. Da molti anni il dottorato non è più il primo passo di una carriera accademica. Sono quindi necessarie misure forti di investimento sul numero di posti e di defiscalizzazione delle assunzioni. Il dottorato di ricerca è sinonimo di innovazione e l’innovazione di competitività per le imprese. E dobbiamo continuare ad investire nei laboratori, come luoghi dedicati alla ricerca e all’innovazione, per lo sviluppo di strutture all’avanguardia aperte alle imprese e al territorio».

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