Nibionno. Esuberi alla Viganò   Scontro fra azienda e sindacati

Nibionno. Esuberi alla Viganò

Scontro fra azienda e sindacati

Duro confronto fra sindacati e la Viganò Spa di Nibionno guidata da Piercarlo Viganò, presidente di Proposte

Dopo il fallimento del tavolo negoziale di 15 giorni fa in Regione e soprattutto dopo anni in cui l’azienda ha resistito alla crisi utilizzando in modo contenuto cassa integrazione e contratti di solidarietà ma senza riuscire ad assorbire alcuni esuberi, è arrivata la decisione di licenziare «sei lavoratori», dicono i sindacati, «quattro» precisa invece il proprietario.

E i sindacati proclamano per oggi un’ora di sciopero con presidio ai cancelli dell’azienda.

«Questi licenziamenti improvvisi sono una procedura che l’azienda ha aperto in modo ostile – dice Nicola Cesana della Filctem Cgil – e che noi abbiamo cercato di evitare avanzando proposte alternative inascoltate. Dopo anni in cui con l’azienda abbiamo affrontato insieme problemi e soluzioni due mesi fa ci è stato presentato un piano industriale insoddisfacente che prevede sei esuberi non necessari, persone che l’azienda licenzierà sostituendole con consulenti esterni. I sei esuberi comprendono modalità e mansioni decise per noi in modo inaccettabile. Noi guardiamo alle persone, l’azienda solo ai numeri».

Cesana elenca nello specifico: «sono operai e impiegati delle età più diverse, giovanissimi e persone vicine alla pensione ma che con la mobilità non la raggiungono. Fra loro ci sono due illicenziabili visto che una è una lavoratrice in maternità e un altro è in congedo straordinario. Vogliono licenziare un meccanico – aggiunge – per prenderne un altro perché dicono che non sa far andare i due telai velluti e jacquard, un altro al finissaggio sarà licenziato ma in vista dell’acquisto di una nuova macchina». Secondo Cesana «in Regione l’azienda non è stata disponibile a trovare soluzioni».

«Bugie, dai sindacati solo bugie – dice Viganò -. Da sei anni i sindacati sanno che abbiamo questi 4 esuberi che dopo anni di ammortizzatori sociali si confermano come effettivi. E non saranno sostituiti da altri lavoratori. Per mesi dai sindacati non è arrivata alcuna disponibilità a trovare soluzioni se non quella di sentirci dire che visto che li abbiamo assunti ora dobbiamo tenerceli. La verità – aggiunge l’imprenditore – è che i sindacati hanno fatto il grosso errore di non dialogare e ora inventano balle per non far brutta figura coi lavoratori. Stanno esagerando una situazione già penosa per noi che dobbiamo licenziare nostri dipendenti e ciò dopo aver rifiutato in Regione tutte le nostre documentabili proposte. Se le avessero accettate – conclude Viganò - i lavoratori avrebbero avuto un anno di cassa straordinaria, invece i sindacati non hanno voluto trattare su nulla e ora si trovano i lavoratori, tutelati da loro, privi di ammortizzatori sociali per colpa della loro intransigenza. Tutto ciò è molto brutto».

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