Muore Ferrari, il suocero omicida  Niente processo
Enrico Simone Ferrari

Muore Ferrari, il suocero omicida

Niente processo

Reo confesso dell’uccisione a coltellate della nuora Moira, si è spento all’ospedale.

Il caso aveva sconvolto la provincia: durante una violenta lite, l’ennesima, un uomo di Villa di Tirano, Enrico Simone Ferrari, aveva ucciso a coltellate la nuora Moira Giacomelli. Poco dopo aveva confessato tutto ai Carabinieri. Era l’8 aprile del 2016. Da quel momento l’uomo, 71 anni, era accusato di omicidio e avrebbe dovuto sottoporsi al processo.

Le sue precarie condizioni di salute, però, si sono fatte sempre più gravi e l’altra sera l’indagato è morto in un letto dell’ospedale Morelli di Sondalo. Il processo non ci sarà. «Estinzione del reato per morte del reo» recitano burocraticamente i documenti relativi al procedimento. Si chiude così la vicenda dell’omicidio della mamma di 43 anni per mano del nonno dei suoi due figli. Moira era da poco vedova proprio del figlio dell’omicida, Simone Massimiliano, stroncato da un’aneurisma.

Un po’ il dolore per il lutto, un po’ i rapporti conflittuali con i suoceri, la donna aveva deciso di lasciare la casa dei Ferrari, a Villa di Tirano, per tornarsene a Sondrio da sua madre. Sembra che i problemi fossero soprattutto tra lei e la suocera, più che con il suocero.

Tutto sommato tra Moira e Simone Ferrari i rapporti erano anche abbastanza civili. Ma è la brace che cova sotto la cenere. E quella sera, al primo refolo di vento, sono divampate le fiamme. I due si sono incrociati sul pianerottolo: lei scendeva per andare a lavorare (aveva il turno di notte in casa di riposo), lui stava uscendo di casa.

Come siano andate poi le cose è stato lo stesso indagato a raccontarlo al giudice che lo aveva interrogato dopo l'arresto. «Le chiesi dei miei nipoti, di come stavano e lei mi disse con aria di sfida che non dovevo immischiarmi in faccende non mie - le parole di Enrico Simone Ferrari -. E quando mi sono sentito dire che non li avrei più rivisti... ho visto nero. E l’ho uccisa».

Preso un coltello da cucina, l’uomo ha colpito ripetutamente la donna, lasciandola a terra sul pavimento coperto di sangue.

Sotto choc, il suocero, a quel punto, prima ha chiamato la moglie sul cellulare e le ha detto di quello che aveva appena fatto. Poi, ancora tutto sporco di sangue, ha suonato alla caserma dei Carabinieri di Tirano e ha raccontato tutto.

A quel punto sono scattate le manette. Ben presto però erano emerse le cattive condizioni di salute dell’uomo e si era capito che non avrebbe potuto sopportare un processo. E si è andati avanti da un rinvio all’altro. Fino alla notizia dell’altra sera.

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