Morto il notaio Franco Panzeri  Una vita tra lavoro e politica
Franco Panzeri, a destra, quando nel 2012 passò il testimone della presidenza dei notai a Mario Mele

Morto il notaio Franco Panzeri

Una vita tra lavoro e politica

È stato stroncato da un infarto, aveva 76 anni

Insignito dell’ordine dei Cavalieri del Santo Sepolcro

Mercoledì 14 dicembre alle 10,30, nella sua casa di via Rimembranze, il notaio Franco Panzeri, 76 anni, è stato stroncato da un infarto.

Poco prima, era uscito per fare due passi con la figlia. Quando è tornato, ha detto alla moglie che non si sentiva bene. Il tempo di sedersi sul divano e il suo cuore ha ceduto.

La notizia della sua morte ha subito fatto il giro di tutto il Meratese e della provincia di Lecco, andando anche oltre.

Panzeri era infatti molto conosciuto non solo per l’attività di notaio, esercitata fino allo scorso anno, quando è andato in pensione, lasciando lo studio di Olgiate Molgora, ma anche per quella politica nelle file prime della Dc e poi della Margherita e del centro-sinistra.

Le cariche ricoperte nel corso di una carriera lunga quasi cinquant’anni non si contano.

Nato a Rovagnate nel 1940, dove ha sempre vissuto, dopo le medie, ha frequentato il liceo classico a Como, per poi proseguire gli studi di giurisprudenza in Cattolica a Milano.

Dopo una breve parentesi come insegnante e il ritorno dal militare, è entrato nello studio notarile di Carlo Mandelli, a Calco. In seguito al praticantato, vinto il concorso nel 1970, tre anni più tardi ha ottenuto la nomina. Assegnato a Teglio, è poi passato a Sondrio, scendendo a Colico, a Lecco e, infine, finalmente, a Merate. Da dove, successivamente, si è poi spostato a Olgiate Molgora, dove ha aperto un nuovo studio

All’intensa attività di notaio, Panzeri ha sempre affiancato quella di politico. A lungo è stato consigliere comunale a Rovagnate, anche se non ha mai ricoperto la carica di sindaco. Negli anni ’90, la Dc gli offrì di candidarsi alla Camera dei deputati. Rifiutò, spiegando che aveva uno studio da mandare avanti e allora si decise di puntare tutto su Antonio Rusconi. Insignito dell’ordine dei cavalieri del Santo Sepolcro, è stato un uomo che al lavoro ha dedicato tutta la vita. Per questo, ha diretto per anni il consiglio direttivo notarile di Como-Lecco e quindi, successivamente, è stato nel comitato notarile della Lombardia. Quando finiva il lavoro, si dedicava alla passione politica. A cominciare con le scuole socio-politiche dove si sono formati alcuni dei sindaci del territorio che oggi hanno 40-50 anni e che fanno riferimento al centro-sinistra: da Stefano Motta ad Alessandro Salvioni, da Marco Panzeri a Giovanni Ghislandi.

Uomo di grande cultura, onestà, correttezza e lealtà, per tutti, al di là dell’ideologia politica, è sempre stato un punto di riferimento. Già fissati i funerali. Si terranno nella chiesa di San Giorgio in Rovagnate venerdì 16 dicembre alle 14,30. Panzeri lascia la moglie Amalia e i figli Monica, Claudia e Samuele.

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