Metalmeccanici in sciopero  «Soddisfatti delle adesioni»
Un precedente corteo dei metalmeccanici lungo le vie di Lecco

Metalmeccanici in sciopero

«Soddisfatti delle adesioni»

Da Lecco quattro pullman di Fiom e Fim hanno raggiunto Milano

«Un messaggio a Federmeccanica, ora aspettiamo i prossimi incontri»

Tra le migliaia di braccia che ieri si sono incrociate, fermando aziende e stabilimenti di tutto il Paese, ce n’erano anche tantissime di Lecco. L’adesione allo sciopero di otto ore indetto unitariamente da Fiom-Fim e Uilm è stata altissima anche tra i lavoratori lecchesi, che a centinaia hanno raggiunto Milano per partecipare al corteo insieme a oltre diecimila colleghi.

«Dopo 8 anni abbiamo promosso un’azione unitaria che ha impattato in modo forte anche sul nostro territorio. Le fabbriche si sono svuotate anche nel Lecchese – ha dichiarato Diego Riva (Fiom), che con i colleghi della Fim ha organizzato quattro pullman da 50 persone l’uno e ha notizie di almeno un centinaio di altri lavoratori che hanno raggiunto Milano con mezzi propri -. Abbiamo registrato adesioni dell’85-90%, tra le altre anche in aziende come Carcano, Lanfranconi, Itla. Questo è un messaggio chiaro a Federmeccanica, dalla quale ci aspettiamo un cambio di rotta e una ripresa seria delle trattative. Se non arriveranno segnali di questo tipo, metteremo in campo altre iniziative di protesta, perché se il contratto ci deve essere, deve esserci per tutti».

Soddisfatto e attendista anche Giovanni Gianola (Fim Cisl). «L’adesione è stata molto alta e siamo soddisfatti: speriamo che serva a scardinare la posizione arroccata di Federmeccanica, altrimenti il livello dello scontro è destinato a salire. Vediamo se si smuove qualcosa nei prossimi giorni, altrimenti faremo tappa su Roma, con lo sciopero nazionale». Sulla stessa linea anche Enrico Azzaro (Uilm), che rimarca come sia «inaccettabile un’azione unilaterale a gamba tesa di Federmeccanica. L’abbiamo detto più volte: serve un ragionamento complessivo su tutto. Invece si mette in campo una cancellazione graduale del contratto nazionale, spostando tutto sulla contrattazione aziendale. Questa può essere presa in considerazione, ma a determinate condizioni. Il presidente nazionale di Confindustria Boccia deve intervenire su Federmeccanica e agevolare la chiusura del rinnovo del contratto».

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