Lia sotto esame in Svizzera  «Concorrenza da rispettare»
Fa discutere l’albo delle imprese

Lia sotto esame in Svizzera

«Concorrenza da rispettare»

Frontalieri: La Commissione ha incontrato il Consiglio di Stato, posizioni distanti

Prove di dialogo tra il Consiglio di Stato (il governo del Canton Ticino), e la Commissione della concorrenza (Comco) sull’albo antipadroncini in Ticino.

Martedì una delegazione di quest’ultima, guidata dal presidente Vincent Martenet, è stata ricevuta a Bellinzona. La spina non riguarda infatti solo le aziende italiane, ma anche quelle degli altri Cantoni. E le posizioni sembrano rimaste ancora distanti, pur con la promessa della prosecuzione del confronto.

Ricordiamo che la Comco aveva presentato ricorso in tribunale, ritenendo che la Lia limitasse l’accesso al mercato di imprese extracantonali in violazione alla legge del mercato anche svizzero: obbligo d’iscriversi all’albo, condizioni d’iscrizione e infine le stesse tasse non erano ritenute conformi alla normativa federale in materia.

Diversa ovviamente la posizione del Governo ticinese. «È stata posta particolare evidenza sulle dinamiche che caratterizzano l’economia transfrontaliera del nostro Cantone, in particolare per quanto riguarda la forte concorrenza delle imprese estere e il suo impatto sull’evoluzione dei salari – spiegano da Bellinzona – Abbiamo così ribadito la volontà di utilizzare tutti gli spazi di manovra a propria disposizione – nei margini concessi dalla legislazione federale – per gestire problematiche che oggi sono tipicamente ticinesi, ma che hanno già dimostrato di potersi velocemente diffondere al resto del Paese». Di qui la richiesta di «comprensione» alla Comco. A partire dalla Lia che il Consiglio di Stato continua a ritenere positiva: nonostante le proteste - ha affermato citando i dati - «non vi sono stati problemi per le 230 ditte di altri Cantoni che, a oggi, hanno completato la procedura di iscrizione all’Albo cantonale delle imprese artigianali». Con questo – si è aggiunto – l’intenzione è comunque «garantire il libero accesso delle imprese svizzere e straniere al mercato ticinese, in un contesto di concorrenza leale che tutela gli imprenditori scrupolosi».

La Comco non ha cambiato però posizione, anzi ha confermato l’impegno a vigilare sull’apertura del mercato interno, scongiurando così barriere tra i Cantoni.

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