Lecco. Stipendi rumeni nell’edilizia  Indagini dell’Ance
Uno dei cantieri di Expo: Ance contro le aziende multiservizi che fanno anche lavori edili

Lecco. Stipendi rumeni nell’edilizia

Indagini dell’Ance

In occasione di Made Expo il settore riflette. Lecco attenta al far west dei contratti: «Con il sindacato contro l’irregolarità nei cantieri»

La filiera dell’edilizia guarda sempre più alla specializzazione e all’estero e oggi si presenta in fiera a Milano con Made Expo, dove i fornitori del settore portano l’offerta più avanzata nei prodotti e nella progettazione. Alla manifestazione guardano con attenzione anche i costruttori di Ance Lecco in un momento in cui, tuttavia, l’associazione ci spiega che da un lato nel settore c’è chi innova per restare competitivo ma nello stesso tempo è colpito dalla concorrenza sleale di aziende che pur di lavorare fanno leva su “scorrettezza contrattuale, anche se nei limiti della legalità, e lavoro nero.

Temi non nuovi per il settore ma che oggi, in tempo di crisi, «stanno danneggiando più che mai – dice Sergio Piazza, presidente Ance Lecco – la parte sana delle aziende, quella che noi rappresentiamo».

Perciò Piazza fa sapere che «in difesa del settore abbiamo iniziato – spiega – una serie di verifiche su più fronti, a partire da quello in cui a fronte di lavori realizzati in cantieri edili vediamo l’applicazione di contratti del settore metalmeccanico o delle aziende multiservizi».

A fronte della stessa esposizione per i lavoratori al rischio d’infortuni, dunque, dribblare il contratto degli edili dà infatti vantaggi economici e competitivi in termini di minori versamenti Inail. E non è tutto. Anche nell’edilizia c’è chi cerca maggiori margini «facendo lavorare operai provenienti da Paesi comunitari dotati di contratti molto meno costosi dei nostri», dice Piazza. Per non dire di chi di contratto non vuol nemmeno sentir parlare e va avanti col nero.

Sui contratti gli edili di Ance chiariscono che non stanno facendo una battaglia per pagare meno ma per far sì che chi nella propria azienda ha una parte preponderante di lavori edili paghi tutti i costi del contratto di settore, per rimettere la situazione in linea con la concorrenza.

Ance ha preso sul serio la battaglia contro il far west della concorrenza e, di fatto, la sta realizzando con qualche strumento di intelligence che si aggiunge a quanto già i sindacati stanno facendo con i loro controlli nei cantieri.

«Nella nostra lotta all’irregolarità nei cantieri – dice Piazza – siamo uniti al sindacato. In aggiunta, da parte nostra, ci siamo organizzati in modo che le prime informazioni ci arrivino dall’interno dei cantieri. Da quel punto andiamo avanti con le segnalazioni rivolte in primo luogo agli enti di controllo sotto il diretto controllo di Ance, Cassa Edile in primis, e poi, in caso di conferma dei sospetti, passiamo la richiesta di controllo ad altre istituzioni, a iniziare dall’Ispettorato del lavoro».

E poi c’è l’altro fronte, che include i lavori per Expo dove, dice Piazza, «visto che la legge lo permette ci sono aziende metalmeccaniche e multiservizi che fanno lavori edili. E qui – aggiunge – siamo nel settore pubblico, dal quale come categoria ci aspetteremmo maggiori tutele per le nostre aziende». In questo caso i controlli possono poco, è tutto legale “ma – aggiunge Piazza – bisogna lavorare a monte affinché non possa più accadere. Certo, l’Inail può intervenire imponendo che, a fronte di un’attività in gran parte edile, un’azienda paghi i contributi adeguatamente. Ma solitamente ci si accorge a cantieri ormai conclusi”.

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