Lecco. Sharknet va   alla conquista del mercato
Ivan Scarascia e Matteo Banfi di Sharknet

Lecco. Sharknet va

alla conquista del mercato

Il riconoscimento all’impresa innovativa di Imbersago per la migliore idea imprenditoriale. Il fondatore Banfi: «Sono molto soddisfatto, il nostro progetto riguarda un sistema di sicurezza per i sub»

«Per noi questo premio è uno stimolo anche per proseguire le nostre attività con attenzione al territorio». E’ soddisfatto Maurizio Banfi, fondatore di Sharknet srl, all’indomani del ritiro del premio, martedì scorso a Palazzo Pirelli di Milano, della 14ma edizione di “Start Cup Lombardia” promossa dalla Regione con le università e gli incubatori d’impresa. A Sharknet è stato assegnato il “Premio speciale per la migliore idea imprenditoriale dell’area lecchese”, del valore di 2.500 euro che l’ente camerale lecchese, col polo lecchese del Politecnico di Milano e Lariodesk ha confermato a favore dell’innovazione e dell’autoimprenditorialità dei giovani.

Il progetto sviluppato dalla startup lecchese con sede a Imbersago riguarda un sistema di sicurezza per i sub che è anche un activity tracker. «Col nostro dispositivo – spiega Banfi – il sub o l’apneista si ritrova tutte le attività registrate e scritte sul suo spazio web, automaticamente compilato. In più può navigare nei profili degli altri utenti trovando nuovi compagni di immersione».

E, soprattutto, in caso di emergenza, se è in superficie basta riuscire a dare una doppia pacca al dispositivo perché questo invii messaggi di emergenza indicando la posizione della persona a tutti i contatti precedentemente selezionati dallo stesso utente. E se fra questi ci sono un’assicurazione o un centro di emergenza questi possono logarsi al profilo dell’utente e ottenere ogni informazione necessaria.

Su come si sia accesa la lampadina dell’innovazione Banfi spiega che «in realtà non c’è stata un’illuminazione istantanea. È un sistema che io e gli altri colleghi del team abbiamo elaborato gradualmente interagendo con gruppi di sub, fra cui il principale è il Dive Time di Merate. Parlando con loro per settimane abbiamo identificato le esigenze e le migliori risposte possibili da dare».

Con Banfi lavorano Antonella Gallace, che cura il marketing e la comunicazione, Giorgio Bravi, sviluppatore software titolare di una ditta di gestionali a Bonate Sotto e un giovane designer, brillante neolaureato del Politecnico, Stefano Ivan Scarascia che ha dato una veste tecnologica al prodotto.

Il dispositivo messo a punto in un anno a partire dalla primavera 2015, per esigenze di prototipazione rapida è stato fabbricato in Cina ma l’obiettivo, ci dice Banfi, è quello di una produzione realizzata appoggiandosi ad aziende locali.

Intanto la startup sta realizzando il piano commerciale, con un partner statunitense, ex manager di una multinazionale della subacquea che lavorerà per stabilire la presenza di Sharknet sul mercato Usa, capofila mondiale del settore. «La nostra idea – spiega Banfi – è gestire la parte commerciale dagli Usa e mantenere la produzione e la ricerca e sviluppo in Italia contando sull’ottimo rapporto stabilito con l’hub del Politecnico di Milano sia sulla bravura degli ingegneri italiani, i più bravi al mondo».

E un occhio va anche al mercato italiano, in cui la startup pensa di inserirsi con una serie molto limitata, qualche centinaio di pezzi, come test di vendita e analisi di mercato. «A partire da marzo 2017 – aggiunge Banfi – avvieremo una campagna di crowfunding online per il lancio vero a livello mondiale».

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