Domenica 11 maggio 2014

Lecco, «Serve un fisco nuovo

moderno e attrattivo»

Il convegno tenuto in Camera di commercio sulla legge delega in materia fiscale

Le imprese straniere non investono in Italia? E’ colpa del costo del lavoro e delle norme sul lavoro. Un ritornello tra i più gettonati quando si analizza la bassa competitività e attrattività per gli investimenti del sistema Italia.

In realtà, quello del lavoro è solo uno degli aspetti - e di sicuro non il più grave - della situazione della nostra economia. Non abbiamo la pretesa di esaurire l’elenco delle diseconomie e dei ritardi del sistema Italia. Ma a titolo d’esempio si può citare il capitolo della giustizia civile che ha tempi incerti e lunghi, e leggi che gli stranieri hanno spesso difficoltà a capire. I ritardi infra e info strutturali. La burocrazia, la corruzione, la malavita.

E anche un sistema fiscale che per uno straniero è svantaggioso non è solo l’elevata pressione impositiva, ma anche per una normativa che spesso si accavalla e cambia in corso d’opera e genera incertezza. In definitiva, un guazzabuglio che certo non contribuisce a rendere attraente il nostro Paese per un imprenditore che deve decidere dove realizzare un investimento.

Anche di questi temi si è parlato nel convegno “La legge delega fiscale - La collaborazione tra fisco e impresa”, organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti insieme al Gian Mario Fragomeli (parlamentare del Pd) e all’Agenzia delle entrate. Sugli svantaggi competitivi del sistema fiscale italiano al convegno tenuto in Camera di commercio si è soffermato Guido Puccio che ha portato gli esempi delle macchine fiscali statunitense e dei paesi del nord Europa: sono efficienti ed efficaci nel contrasto all’evasione ed elusione, ma rispettose dei diritti del contribuente.

Nel la redazione della legge delega il Governo si è ispirato al modelli delle altre nazioni dell’Ocse. «L’obiettivo - come ha ricordato Antonio Rocca, presidente dell’Ordine dei commercialisti lecchesi - della legge delega è la definizione di un sistema più equo, trasparente ed orientato alla crescita. E il punto di partenza è quindi la constatazione che oggi il nostro sistema fiscale non è abbastanza o per nulla equo, trasparente ed orientato alla crescita. Mi sembra un’impostazione molto significativa. E d’altronde basterebbe poco per migliorare. Anche il solo rispetto dello statuto del contribuente, che oggi è sistematicamente infranto, consentirebbe di ottenere vantaggi in termini di riduzione degli adempimenti, e quindi di costi e di rasserenamento del rapporto tra impresa e fisco».

E sempre con riguardo alle novità della legge delega, Antonio Rocca si è soffermato sulla necessità di «una revisione del sistema sanzionatorio che sia improntato a criteri di predeterminazione e di proporzionalità della pena rispetto alla gravità dei comportamenti tenuti, questo sia in campo penale sia amministrativo».

© riproduzione riservata