Lecco. I segreti del cantiere  della Torre Isozaki
Luigi Colombo

Lecco. I segreti del cantiere

della Torre Isozaki

I due club dei Lions di Lecco hanno visitato il cantiere della Torre Isozaki a Milano. A realizzare il grattacielo è la Colombo costruzioni di Lecco

I due club dei Lions di Lecco hanno visitato il cantiere della Torre Isozaki a Milano. A realizzare il grattacielo è la Colombo costruzioni di Lecco.

Con altri grattacieli, la Torre Isozaki costituirà il cuore dell’intervento di riqualificazione dell’area ex Fiera campionaria di Milano( denominata Citylife Business & Shopping Center) che si sviluppa su 360mila metri quadri ed è uno dei maggiori a livello europeo.

La Torre Isozaki(soprannominata il Dritto) che prenderà il nome del committente “Allianz”, raggiungerà i 202 metri fuori terra con 50 piani e potrà occupare sino a 3800 persone.

Nel cantiere milanese, gli onori di casa sono stati fatti da Antonio e Luigi Colombo, presidente e amministratore delegato della Colombo costruzioni, l’azienda lecchese che si è aggiudicata la progettazione esecutiva e la realizzazione della Torre.

La visita ha consentito ai soci dei Lions di capire come il progetto abbia progressivamente “preso corpo”, attuando continue ed efficaci innovazioni sia tecniche che ambientali, che ne hanno pure ridotto i tempi di esecuzione e gli impatti. E il fatto che molte delle aziende chiamate a collaborare alla costruzione siano state tutte italiane costituisce un ulteriore valore aggiunto.

La forma della Torre Isozaki la espone alle raffiche di vento e per limitare le oscillazioni che si avrebbero agli ultimi piani, al ventiquattresimo è stata inserita una trave d’acciaio. «È un manufatto - spiega Luigi Colombo - di 36 metri di lunghezza e 12 di altezza, che pesa 180 tonnellate. Per sollevarlo fino al 24° piano abbiamo utilizzato un sistema di carrucole simile a quello usato dagli alpinisti, che consentiva un sollevamento di quattro metri al secondo. Anche questa - conclude l’amministratore delegato dell’impresa lecchese - è stata una sfida ingegneristica e tecnologica che non ha uguali in Europa, in un cantiere nel quale lavorano in media 300 persone al giorno con sette gru, due delle quali superano i 230 metri».

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