Lecco. Con la stampante 3D    in sala operatoria
Villiam Dallolio

Lecco. Con la stampante 3D

in sala operatoria

Venerdì 19 giugno il progetto sarà presentato a Bologna

LECCO

Lecco e alcune delle sue innovazioni, che sono nate anche dal rapporto con i laboratori del Cnr, domani saranno protagoniste a Bologna all’incontro tra gli esperti del bioprinting. Medicina di frontiera che sfrutta la tecnologia delle stampanti 3D e la abbina con quella dei materiali biocompatibili.

A (rap)presentare Lecco, il neurochirurgo e imprenditore - è il fondatore della Promev - Villiam Dallolio che nel 2001 è stato il primo in Italia a impiantare una protesi cranica. A Bologna Dallolio parlerà su “3D in neurochirurgia e protesi cranica custom made”. L’imprenditore e medico lecchese presenterà il progetto di una stampante 3D medicale da utilizzare per le necessità della sala operatoria. «In collaborazione con Wasp, azienda leader nella progettazione e realizzazione di stampanti 3D, in Promev - spiega Dallolio - stiamo sostenendo la ricerca e lo sviluppo sui biomateriali impiantabili. Questo permetterà di portare a termine il progetto della stampante 3D medicale dedicata».

La stampante 3D consentirebbe di produrre gli strumenti necessari ad uno specifico intervento o azione chirurgica, oltre ad essere utilizzata nella realizzazione delle protesi che, per forza di cose, sono uniche. La protesi verrebbe realizzata nell’arco delle 24 ore.

Questo il processo che verrà seguito. La richiesta di protesi viene inviata (via Internet) via Internet dal neurochirurgo a Promev. L’equipe di Promev realizza la protesi digitalmente. Questa viene poi costruita da una stampante 3D insieme alla replica anatomica del cranio del paziente. Così si permette la verifica del manufatto, con controllo dello spessore, dell’accoppiamento, delle curve ed anche dell’impatto estetico. Tutto questo comporta un impegno di 8-10 ore. Una volta superata la verifica, ci si collega con il centro di neurochirurgia che ha fatto la richiesta e che ha in dotazione la stampante 3D medicale con il materiale biocompatibile impiantabile, con il quale verrà realizzata la protesi. In accordo con il neurochirurgo richiedente, verrà inviato il file che permetterà alla stampante di attivarsi e di realizzare la protesi (la stampante essendo dedicata, risponderà unicamente agli input inviati da Promev).

Il processo di produzione comporta un tempo che è dimensione-dipendente, con una media di 5-6 ore; il processo è controllato non solo in remoto mediante software ma anche visivamente mediante telecamera via Skype. Una volta terminata la realizzazione della protesi questa sarà prelevata dalla stampante, controllata dal neurochirurgo ed avviata alla sterilizzazione a gas plasma. Il tempo impiegato per tutte queste operazioni, compresa la progettazione, sarà inferiore alle 24 ore.

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