La Lecco - Bergamo  dalla Provincia all’Anas
La ricostruzione al computer del tunnel all’altezza di Chiuso. Risale al 2014 ed è ancora un sogno

La Lecco - Bergamo

dalla Provincia all’Anas

L’incontroIeri a Roma un vertice tra enti e dirigenti. Azienda strade disponibile a gestire l’appalto con Ics, potrebbe reperire i nove milioni chiesti dall’impresa

LECCO

Gli ultimi nove milioni necessari alla realizzazione del tunnel San Girolamo potrebbero arrivare dall’Anas. Non ce n’è ancora la certezza, perché l’azienda strade ha semplicemente manifestato la propria disponibilità ad approfondire la questione, ma il fatto che la Lecco – Bergamo passerà, al massimo in autunno, sotto la sua competenza agevola senza dubbio un’operazione di questo genere.

Ieri mattina, negli uffici Anas di Roma, ha avuto luogo un incontro tra i dirigenti tecnici della società presieduta da Gianni Armani, il parlamentare lecchese Gian Mario Fragomeli, il consigliere provinciale delegato Mauro Galbusera e il funzionario tecnico di Villa Locatelli Angelo Valsecchi.

Scopo dell’incontro era proprio discutere delle prospettive della variante in galleria, che sta incontrando ostacoli negli ultimi mesi divenuti quasi insormontabili. Tanto che i cantieri sono stati completamente bloccati e, nonostante materiali, attrezzature e mezzi siano ancora al loro posto, non vi si muove foglia ormai da parecchio tempo.

Troppo, sicuramente, considerata l’importanza dell’arteria e del respiro che lo spostamento sotto terra della maggior parte del traffico di solo transito regalerebbe all’area ricompresa tra Calolzio, Vercurago e la parte terminale di Chiuso.

Il problema fondamentale sollevato dalla Salc Spa, come noto, è economico: in assenza delle risorse necessarie alla copertura del quadro economico complessivo l’azienda appaltatrice si rifiuta di procedere con i lavori. Questo nonostante nelle casse della provincia ci siano ancora circa 80 milioni pronti da utilizzare.

Anzi, da una manciata di giorni ce ne sono nove in più, considerato che con l’assestamento di bilancio la Regione Lombardia ha messo a disposizione quanto serviva per andare a coprire la commessa ridotta. Dei 118 milioni totali cui ammonta il costo dell’operazione, infatti, 9 sono stati stornati e serviranno solo al termine, per la realizzazione degli impianti. Cento erano già disponibili, quindi con i 9 del Pirellone i conti, al momento, tornano. Il presidente Flavio Polano ha invitato dunque Salini a tornare sui suoi passi e, ritirate le ulteriori richieste di riserve tecniche (a febbraio ha chiesto altri 10 milioni in questo senso), a riaccendere i motori.

La risposta, in questo senso, non è ancora arrivata. Ma nel frattempo si sta lavorando per andare a chiudere la falla economica, mettendo le mani sui nove milioni che completerebbero il capitale necessario.

E’ per questo che ieri il deputato dem Fragomeli è stato fautore dell’incontro in Anas, concluso con un risultato positivo: le carte dovranno ancora essere analizzate dai tecnici della società – di cui proprio in questi giorni il Governo ha fissato il nuovo budget -, ma è proprio da qui che potrebbero arrivare questi benedetti ultimi nove milioni.

A settembre o al più tardi in autunno, infatti, nell’ambito della creazione della newco tra Regione e Anas per la gestione delle arterie di primaria importanza a livello interprovinciale, la sp639 passerà prima in capo al Pirellone, per poi essere ceduta all’Azienda strade, che la gestirà in tutto e per tutto.

«L’incontro è stato positivo – ha commentato Fragomeli al termine -. Anas ha dato una disponibilità di massima e potrebbe risolvere il problema legato al reperimento di quest’ultima quota. Ora faranno i loro approfondimenti, quindi ci daranno una risposta».

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