Il nostro Bosco verticale   è il più bello del mondo
Il Bosco verticale

Il nostro Bosco verticale

è il più bello del mondo

Realizzato dalla Colombo Costruzioni di Lecco: «Siamo orgogliosi di questo riconoscimento»

Sul tetto del mondo, sotto più punti di vista. Ieri, il Council on Tall Buildings and Urban Habitat ha scelto il grattacielo più bello del pianeta, e l’incoronazione ha molto di lecchese: davanti al nuovo World Trade Center di New York, al Capita Green di Singapore e al Burj Mohammed Bin Rashid di Abu Dhabi, c’è il Bosco verticale di Milano, progettato dall’architetto Stefano Boeri, docente di Urban design al Politecnico di Milano, e soprattutto realizzato dalla Colombo Costruzioni di Lecco.

Si tratta di una delle grandi eccellenze del nostro territorio, che in 110 anni di storia ha firmato realizzazioni di assoluto livello in contesti anche distanti tra loro. «Siamo veramente molto orgogliosi di questo riconoscimento – afferma Luigi Colombo, amministratore delegato dell’azienda –, che premia non solo la nostra impresa, capace con la propria tecnologia e capacità costruttiva di dar vita al grattacielo scelto come il più bello e innovativo del mondo, ma per tutta la città di Lecco. E’ un risultato assolutamente prestigioso, che certifica di fatto il nostro contributo alla trasformazione della città di Milano. Voglio per questo ringraziare i tecnici, le maestranze, tutti i collaboratori e i fornitori, ma è il caso di sottolineare anche che si è trattato di un lavoro “di squadra” anche con lo studio di progettazione Boeri e il committente Manfredi Catella. Perché i lavori si fanno insieme».

Non è stato, certo, un intervento semplice, considerato che uno sviluppo arboreo normalmente orizzontale è stato progettato in verticale: «Le complessità sono state diverse e tutte connaturate alle caratteristiche del progetto: dai grandi balconi che si affacciano sulla piazza, con gli sbalzi importanti, alla realizzazione delle vasche contenenti gli alberi e tutto l’impianto automatizzato di irrigazione e gestione del verde. Va da sé – aggiunge Colombo – che una realizzazione in verticale ha una complessità maggiore, con la necessità di adottare soluzioni e tecnologie di montaggio innovative». Il lavoro svolto coordinando i vari ambiti – compresi i contributi del Politecnico di Milano e dello studio Ponti di Milano per la parte agronoma – ha dunque prodotto un risultato che in queste ore sta rimbalzando come immagine nei quattro angoli del pianeta. «Significa anche che il made in Italy è vincente - conclude Luigi Colombo - Uno sprone verso nuovi traguardi anche all’estero».

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