Il governatore Maroni alla Brianza  «Obiettivo, Lombardia autonoma»
Il governatore della Lombardia Roberto Maroni alla festa della Lega

Il governatore Maroni alla Brianza

«Obiettivo, Lombardia autonoma»

Ieri sera a Castello ha parlato anche della riforma sanitaria e delle misure per il lavoro. Sul problema clandestini moderato ma deciso: «Razzisti noi? Il governo è razzista al contrario»

Referendum per rendere la Lombardia regione autonoma, riforma del sistema sanitario lombardo, incentivi per il mondo del lavoro a favore dei giovani e, ovviamente, anche clandestini. Sono i principali argomenti toccati dal governatore Roberto Maroni, intervenuto venerdì sera alla festa della Lega di Castello Brianza, organizzata dalla sezione “Teodolinda” di Dolzago.
Ad accoglierlo, il segretario provinciale Flavio Nogara, il consigliere regionale Antonello Formenti e l’onorevole Nicola Molteni.
Dopo le strette di mano, le foto ricordo con i militanti, Maroni si è fermato a lungo a discutere con i suoi sotto il tendone. Attorno alle 22, dopo avere cenato con un panino, ha preso il posto dell’orchestrina per arringare la folla.
Il primo tema al quale ha voluto dedicare il suo intervento è stato quello della riforma sanitaria. «Questa legge - ha spiegato - riduce i costi, aumenta i servizi e garantisce un risultato migliore per i cittadini.».
Regione Lombardia è in prima linea anche per quel che riguarda il lavoro. «Con le associazioni degli imprenditori abbiamo un accordo: si tratta del patto generazionale. Se in azienda ci sono lavoratori ai quali manca poco per andare in pensione, passando part time, l’azienda assume un giovane. Il lavoratore perde parte dei contributi. Ecco allora che, in base all’accordo, quella parte la verserà la Regione». Ancora una volta, Maroni ha ricordato che dal momento che solo poco più della metà delle tasse versate dai lombardi tornano sul territorio, si impegnerà per far approvare ai lombardi un referendum per rendere la Lombardia una regione a statuto speciale. L’ultimo passaggio è stato riservato alla questione clandestini. Maroni non ha usato i toni duri ma è stato deciso. «Chi viene nel nostro paese, o ci rispetta ed è benvenuto o può tornarsene a casa. Razzisti noi? No, è il governo che fa un razzismo al contrario».

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