Il Gabbiano a Morbegno, un volo lungo dieci anni
Morbegno, la struttura sotto il tempietto

Il Gabbiano a Morbegno, un volo lungo dieci anni

Porte aperte per festeggiare l’importante traguardo raggiunto dall’associazione. Oltre a ragazzi, educatori, volontari, istituzioni e alpini, presenti settanta studenti dell’istituto Romegialli .

La casa del Gabbiano apre le porte per festeggiare i dieci anni dall’inaugurazione. La comunità di Morbegno e non solo risponde con entusiasmo e partecipazione. Sono stati più di duecento ieri gli ospiti della struttura che l’associazione comunità Il Gabbiano Onlus inaugurò proprio dieci anni fa nella Casa Rosa, concessa dal Comune di Morbegno e ristrutturata per ospitare una comunità educativa e un alloggio per l’autonomia.

Ieri insieme ai ragazzi e agli educatori che li seguono, la casa si è riempita di 70 studenti dell’istituto Romegialli di Morbegno arrivati per conoscere struttura e servizi, dei numerosi volontari che ruotano intorno a questa realtà, degli alpini che hanno colto l’invito a collaborare, di altre realtà del terzo settore e di rappresentanti delle istituzioni, dal sindaco di Morbegno Andrea Ruggeri - ente che ha patrocinato l’iniziativa -, all’assessore ai servizi alla persona della Comunità montana di Morbegno Renata Marchetti, fino al sindaco di Traona Dino Della Matera.

«Questo open day è nato per festeggiare i dieci anni della comunità – ha affermato la coordinatrice della struttura Chiara Mastrandrea, che opera insieme ai sette educatori professionali che seguono i ragazzi –. Un ulteriore momento di apertura alla popolazione e alla comunità morbegnese, che dopo le prime incertezze ci ha accolti e avvicinati con risultati di grande collaborazione». Una ricerca di apertura all’esterno che è parte integrante del progetto rivolto ai giovani ospiti, che vanno dai 14 ai 21 anni.

Molteplici le attività alle quali partecipano, tra collaborazioni con cooperative del territorio, con la biblioteca di Morbegno, con i volontari di diverse associazioni oppure singoli che scelgono di dedicare tempo per arricchire le possibilità di integrazione e impegno dei giovani ospiti.

«I nostri ragazzi, a secondo di progetti individuali, vanno a scuola, lavorano, seguono corsi di alfabetizzazione e altre attività formative soprattutto in collaborazione con il Centro di formazione adulta di Delebio, svolgono attività di volontariato all’interno e all’esterno della comunità – ha spiegato sempre Mastrandrea –. Negli anni è cresciuta e si è consolidata ad esempio la collaborazione con la biblioteca Vanoni, che propone qui un cineforum ogni due settimane, ed è comunque punto di riferimento per i nostri ragazzi».

«Come cooperativa produciamo inoltre succo di mele, vino e grappa dal vigneto di Castione, curiamo un orto concesso nell’area del municipio di Morbegno e svolgiamo l’attività della Ciclo officina, vera e propria officina per le biciclette, che sta avendo sempre più riscontro e che attualmente si tiene alla Piastra a Sondrio», la sottolineatura della coordinatrice.

Una proposta, quella della Ciclo officina, che piace: «Si tratta di un’iniziativa che ci è stata richiesta anche dal Comune di Morbegno, tanto che ci stiamo attivando per riuscire a organizzare l’attività anche in città». Ad aiutare i ragazzi in tutte queste attività di «apertura al mondo del lavoro, al loro inserimento fin dai primi approcci, è il “maestro dei lavori”: figura fondamentale perché accompagna e segue i nostri ragazzi in questo fondamentale passaggio della crescita e dell’inserimento».

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