Il crollo del cavalcavia «L’autorizzazione c’era»
Il rendering del nuovo ponte di Annone

Il crollo del cavalcavia
«L’autorizzazione c’era»

Il presidente degli autotrasportatori allarmato per le ipotesi che emergono dalle indagini: «L’autorizzazione era per un trasporto speciale»

Le ipotesi dell’ingegnere consulente del magistrato che indaga sul crollo del ponte di Annone non sono piaciute a Massimo Colato, presidente degli autotrasportatori di Como e Lecco. Il tecnico, infatti, prende in considerazione responsabilità in merito anche al camionista ed all’azienda di trasporti.

«Per quello che mi risulta – dice Colato – l’autorizzazione c’era ed era per un trasporto speciale. Ancora una volta, in questa commedia dello scaricabarile, si vogliono attribuire responsabilità che non ci sono ad un autotrasportatore». Per Colato le responsabilità sono a monte: «Quando un Comune dà i permessi per l’insediamento di nuove realtà industriali, dovrebbe preoccuparsi che le infrastrutture, strade comprese, possano sostenere il traffico di mezzi pesanti che ovviamente interessa le aree industriali. Non basta acquisire gli oneri urbanistici, occorre affrontare tutti i problemi che ne conseguono. Ora, che per una tragedia come quella di Annone, si individui la causa di tutto negli autotrasportatori è squallido».

Ed il presidente degli autotrasportatori torna su quella giornata disgraziata, che ha visto il crollo del ponte di Annone: «Sappiamo tutti che un cantoniere dell’Anas aveva visto che qualcosa non andava. Ora, cosa ci voleva ad interrompere il traffico invece di attendere l’arrivo della segnaletica. I cantonieri Anas hanno in tasca una tessera di polizia stradale, dunque era autorizzato, vista la situazione, ad intervenire di persona».

Chiediamo, poi, a Colato, se ci siano stati interventi in merito alla viabilità sui viadotti della nostra provincia: «Dal crollo del ponte di Annone non mi sembra siano proliferati dei cantieri. Diciamola chiara: non è stato fatto niente. O meglio, una cosa è stata fatta e sono i divieti di circolazione. Ed è l’iniziativa più sciocca che si possa prendere. Non dimentichiamo che i camion che passano sulle nostre strade, trasportano la ricchezza di un paese. Tagliare i permessi e ridurre la circolazione equivale a tagliare l’economia».

Per Colato lo scarico delle responsabilità sta arrivando a limiti assurdi: «Ormai i responsabili degli uffici tecnici dei vari Comuni o delle Province, si guardano bene dall’assumersi le responsabilità per cui sono pagati. Basti pensare che ci sono province che chiedono agli stessi autotrasportatori di fornire, a loro spese, una perizia di percorribilità redatta da un ingegnere. E alcuni enti forniscono addirittura il nome dell’ingegnere a cui rivolgersi. E’ una pazzia, che costa tantissimo, rendendo impossibile il nostro lavoro».

A questo punto ci si chiede se ci siano soluzioni: «L’altro giorno ero ad una riunione con il presidente della nostra Regione, Roberto Maroni. Ci ha detto che a fine anno le strade saranno regionalizzate: gli ho risposto che noi autotrasportatori chiuderemo prima. Io sono per la sicurezza, ma questa deve andare di pari passo con l’economia, la libera circolazione e la salvaguardia dei posti di lavoro. E’ ora di smetterla di scaricare tutto sugli autotrasportatori».

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