Finito il mese del fisco  A giugno 17 scadenze
Per le imprese, giugno è un mese complicato nei rapporti con il fisco

Finito il mese del fisco

A giugno 17 scadenze

Dall’Iva all’Irpef, all’Irap, alla previdenza, Riva (Confcommercio): «Su questi argomenti chiediamo ci sia un rapporto meno burocratico e non retroattivo»

Di semplificazione nemmeno l’ombra, e le tasse non sono calate, anzi: come hanno riferito i dati Istat di ieri, nel primo trimestre di quest’anno sono cresciute dello 0,3% sullo stesso periodo del 2016.

Fra l’affrontare il mare di carta che ancora serve per soddisfare la burocrazia di Stato e il metter pesantemente mano al portafogli si è concluso ieri per le imprese il mese più faticoso per regolare i conti col fisco, con un seguito che continuerà in luglio, come conferma il presidente dell’Ordine dei commercialisti, Antonio Rocca.

Le tasse pesano sulle tasche di tutti, grandi e piccoli, ma le micro e piccole imprese sentono più l’onere materiale degli adempimenti sulla loro gestione quotidiana, visto che ad occuparsi della preparazione dei documenti e dei pagamenti, che sottraggono molto tempo al lavoro, è spesso lo stesso imprenditore.

In giugno si è iniziato il 12, con la comunicazione dei dati Iva trimestrali. Il 15 chi ha chiesto la rottamazione delle cartelle Equitalia ha ricevuto i conteggi con importi e scadenze delle rate. E, ancora: il 16 giugno c’è stato il versamento delle ritenute Irpef dei dipendenti, quello dei contributi previdenziali, il versamento Iva di maggio e quello dell’acconto Imu e Tasi. Fino al 30 giugno, con l’invio dei dati dovuti dai sostituti d’imposta, col versamento delle imposte a saldo e in acconto del modello unico Irpef, delle addizionali irpef, dell’Irap, dell’Inps Artigiani e commercianti. E poi l’Ires, con il versamento delle imposte a saldo e in acconto (prima rata) e l’Irap, il versamento del diritto annuale per la Camera di Commercio, la dichiarazione Imu/Tasi.

Confcommercio Lecco conta 17 scadenze al 30 giugno sulle quali assiste 500 imprese: «Ci battiamo da sempre - afferma il direttore Alberto Riva - per un fisco certo, non retroattivo e semplice, di cui non c’è ancora traccia. Quest’anno gli adempimenti fiscali sono aumentati, con costi insostenibili per le imprese e scadenze ravvicinate. Commercialisti e associazioni dovrebbero unirsi in un’azione forte per indurre lo Stato a cambiare rotta».

Per il direttore della Cna di Lecco, Como e Monza, Alberto Bergna, «nonostante una burocrazia che continua ad essere un cappio pesante, le scadenze fiscali di giugno sono un problema non tanto per il peso degli adempimenti quanto per la sostanza economica. Basti pensare - aggiunge - alla novità per la quale un’impresa che deve recuperare un credito d’imposta è obbligata a farselo certificare da un fiscalista con costi che, ci riferiscono le nostre aziende, sfiorano spesso il 10% del valore del credito. Così - aggiunge - per riavere indietro i propri soldi tocca pagare, perché lo Stato anziché fare da sé le verifiche le scarica sul contribuente che in questo caso è creditore. È un caso lampante di burocrazia che di nuovo impone un costo economico diretto».

Sulle tasse le aziende che utilizzano l’assistenza dell’associazione «stanno in gran parte decidendo - afferma Bergna - di rimandare i pagamenti rateizzandoli su luglio».

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