Ferroviere aggredito Scatta lo sciopero
Poliziotti alla stazione centrale di Milano. Ieri nuova aggressione a colpi di coltello su un convoglio Trenord

Ferroviere aggredito
Scatta lo sciopero

Trenord Esplode la protesta dopo la coltellata alla mano di un controllore su un convoglio nel Lodigiano. Lunedì blocco dalle 9 alle 17. Abimelech (Cisl): «Ormai è un’emergenza sociale, sui binari viaggia il Far west»

Dopo l’ennesima aggressione i ferrovieri incrociano le braccia. Lunedì i treni saranno garantiti solo ai pendolari delle prime ore del mattino e per il rientro in serata. A seguito dell’aggressione subita ieri mattina da un controllore di Trenord, all’altezza di Santo Stefano Lodigiano, i sindacati di categoria dei trasporti proclamano per lunedì 24 luglio uno sciopero in segno di protesta.

L’astensione

L’azione interesserà il personale dell’equipaggio del treno - macchinisti e personale di bordo - e quello addetto all’assistenza alla clientela dipendente di Trenord e sarà articolato dalle 9,01 alle 16,59.

È stata anticipata da una prima azione immediata e simbolica della durata di cinque minuti dalle 17 alle 17,05 della giornata di ieri. Contemporaneamente il personale di bordo effettuerà controlli esclusivamente laddove sussistano condizioni di sicurezza compatibili con l’espletamento delle proprie funzioni.

«Questo ennesimo episodio di violenza si inserisce in un contesto di aggressioni continue che oramai unisce l’Italia in tutte le sue regioni - afferma Giovanni Abimelech, segretario generale Fit Cisl Lombardia -. Il treno, le stazioni, sono oramai diventati un gigantesco Far West dove si aggirano, indifesi, sia i dipendenti sia i viaggiatori tutti. Quella lama conficcata nella mano è una ferita aperta nella società tutta e dimostra, ancora una volta, come le tante denunce presentate dalla Fit Cisl rispondessero a bisogni concreti di sicurezza».

«Occorrono investimenti ed un nuovo modo di gestire quella che oramai è diventata una vera e propria emergenza sociale – aggiunge Abimelech -. Non possiamo aspettare che quella lama conficcata nella mano divenga, domani, un colpo di pistola che spenga la vita a quei coraggiosi - è giusto oramai definirli così - che ogni giorno rischiano la vita per tutelare l’immagine dell’azienda e la sicurezza dei pendolari».

Troppi rischi

L’episodio di ieri è stato mediamente grave sul piano delle conseguenze. Un controllore di quarantacinque anni è stato ferito, questa mattina, sul treno a bordo del quale era in servizio, all’altezza di Santo Stefano Lodigiano. L’aggressore, che secondo quanto affermato potrebbe essere uno straniero, è fuggito. All’arrivo dei soccorritori alla stazione successiva, quella di Codogno , l’uomo è stato caricato in ambulanza con un coltello conficcato nella mano destra, dopo che aveva tentato di difendersi da un fendente all’addome. Il ferito è stato dimesso dall’ospedale con 15 giorni di prognosi. Questa vicenda segue, a poche settimane di distanza, l’aggressione a un giovane ferroviere valtellinese, avvenuta sulla tratta Milano-Lecco-Tirano.

Perché anche sulle linee lecchesi, praticamente ogni giorno, il personale deve fare i conti con la presenza di persone che viaggiano senza biglietto e non regolarizzano la propria posizione dopo le richieste del personale. Nella maggior parte dei casi si tratta di cittadini provenienti da Paesi a forte pressione migratoria.

Anche questo aspetto, forse più di tutti gli altri, è rilevante nella gestione dell’accoglienza in Valtellina. Dalla prefettura sono arrivate garanzie di maggiore sorveglianza, ma la situazione di partenza resta potenzialmente complicata.

Anche Alessandro Sorte, assessore alle Infrastrutture e mobilità di Regione Lombardia, ha espresso la propria solidarietà al controllore ferito dopo l’accoltellamento di ieri mattina. «Regione Lombardia - ha sottolineato - ha chiesto presidi militari e incremento della Polfer, ma dal governo nessuna risposta. Ceda quindi a noi la competenza sulla sicurezza».

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