Erba va alla “guerra del rubinetto”  «Troppo potere alla città di Como»
Uno dei serbatoi dell’acquedotto di Erba (Foto by foto archivio)

Erba va alla “guerra del rubinetto”

«Troppo potere alla città di Como»

La giunta Airoldi contesta la nascita della società che gestirà la rete idrica

I sindaci vanno alla guerra del rubinetto. La nascita di Como Acqua - la società che diventerà gestore unico del servizio idrico per tutta la Provincia - si sta trasformando in una battaglia: da un lato i sindaci a favore della fusione, su tutti Ettore Pelucchi di Ponte Lambro, dall’altro quelli che frenano per vederci chiaro, come Veronica Airoldi.

Che cosa sta succedendo? Le società che attualmente si occupano della gestione dell’acqua sono chiamate a fondersi in Como Acqua, che dal 2018 inizierà a gestire il servizio idrico in tutta la Provincia. In queste settimane sono atto i processi di incorporazione delle 12 piccole società che operano sul territorio.

La società di riferimento per l’Erbese è Asil Spa, che comprende 21 Comuni della Provincia di Como (più 13 della Provincia di Lecco). Nei giorni scorsi l’assemblea dei soci ha votato contro l’incorporazione in Como Acqua in attesa di ulteriori chiarimenti: determinante è stato il voto contrario dei Comuni di Erba, Albavilla e Canzo, mentre Ponte Lambro e altri paesi hanno votato a favore.

«Per quanto riguarda Asil la fusione non è passata - dice Pelucchi - quindi non entreremo a far parte di Como Acqua almeno in un primo momento; più avanti saremo costretti a entrare, ma non sappiamo a quali condizioni. L’opposizione di Erba, Albavilla e Canzo è stata sufficiente per non farci raggiungere i due terzi di voti: sono preoccupato per il futuro della nuova società».

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