Cellulari, addio roaming
Ma in Svizzera non si cambia

Cellulari, addio roaming Ma in  Svizzera non si cambia

I frontalieri, con sim italiana, continueranno a pagare secondo la tariffa “estera”

Como problema telefono che non prende a Monte Olimpino o prende la rete Svizzera, assenza di campo

Como problema telefono che non prende a Monte Olimpino o prende la rete Svizzera, assenza di campo
(Foto by Andrea Butti)

Como

È partita la “rivoluzione” telefonica nei Paesi Ue dove, d’ora in avanti, telefonare, inviare sms e navigare in rete costerà come a casa. Ventotto i Paesi interessati, gli “Ue” (seguiranno poi Norvegia, Liechtenstein e Islanda) ma non la vicina Svizzera dove i frontalieri comaschi, con sim italiana, continueranno a pagare secondo la tariffa “estera”. Un obiettivo raggiunto, quello della fine dei costi aggiuntivi del roaming, fortemente voluto dai vertici Ue, che permetterà a viaggiatori, studenti e lavoratori che si spostano in Europa di utilizzare il traffico incluso nella propria offerta nazionale, secondo il sistema del “roam come a casa”.

Un risultato importante per le tasche di chi si sposta temporaneamente nei Paesi dell’Unione europea o vi soggiorna per brevi periodi. Il “roam come a casa” non si applica invece a chi vive stabilmente in un Paese e intende utilizzare la sim di un altro “europeo”. In sostanza, se vivo in Italia non posso usare di default una scheda telefonica di un altro dei 28 Paesi Ue senza incorrere in controlli da parte dell’operatore a partire dal quarto mese consecutivo di uso della sim estera. Questo per evitare l’utilizzo di schede a prezzi stracciati in Paesi dove i costi della telefonia sono più alti.

Nel caso in cui noti usi “inappropriati”, l’operatore è legittimato ad applicare, in mancanza di chiarimento da parte del cliente, sovrapprezzi che vanno da 1 centesimo per i messaggi, a 3,2 centesimi al minuto per le chiamate, fino a 7,7 euro/giga per la navigazione web (sovrapprezzo che diminuirà negli anni fino ad arrivare a 2,50 euro/giga nel 2022).

Una buona notizia per cittadini e frontalieri di tutta Europa – per i quali basterà un aggancio al giorno al proprio operatore nazionale per non incorrere in sovrapprezzi – un po’ meno per i comaschi che lavorano in Svizzera. Il “non ingresso” dei vicini elvetici nello “stop” ai sovrapprezzi del roaming “costringerà” infatti i comaschi pendolari oltreconfine a continuare a pagare telefonate, sms e dati secondo la tariffa “straniera”, senza poter usufruire delle agevolazioni della “rivoluzione” europea. Intanto si leva il plauso di Bruxelles per il risultato raggiunto: «Lo scopo dell’Unione europea è avvicinare le popolazioni e facilitare la vita delle persone. L’abolizione delle tariffe di roaming è un vero successo europeo – scrivono in una nota congiunta Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, Joseph Muscat, primo ministro maltese, Paese ora alla presidenza del Consiglio Ue, e Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea – Il cammino è stato lungo e ha visto il coinvolgimento di vari attori, ma grazie a una stretta collaborazione l’Unione europea ha offerto ai suoi cittadini un risultato positivo e concreto».

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