Bond Usa per un miliardo di dollari  Indagato commerciante di Asso  «Ma con quei soldi non c’entro»
L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Sondrio

Bond Usa per un miliardo di dollari

Indagato commerciante di Asso

«Ma con quei soldi non c’entro»

Operazione della Guardia di Finanza di Sondrio: nove persone coinvolte

È uno di quei casi in cui la realtà supera la fantasia. E che vede indagato, tra gli altri, anche un commerciante di Asso. L’ultima inchiesta che la Procura di Sondrio ha affidato alla Guardia di Finanza è di quelle destinate a passare alla storia. E non soltanto per la somma da record finita sotto sequestro: un miliardo e quattrocento milioni di dollari in obbligazioni Usa.

Gli inquirenti valtellinesi con la storia vera e propria dovranno fare i conti anche per venire a capo dell’intera vicenda, la cui trama non ha niente da invidiare a un copione da thriller hollywoodiano. I titoli della Federal Reserve Bank, sei in tutto, sono stati sequestrati durante le perquisizioni effettuate nelle abitazioni e negli studi dei nove indagati. A breve sarebbero stati messi all’incasso in Svizzera e trasformati in liquidi o comunque scambiati in modo da interromperne la tracciabilità. Per questo gli investigatori della Guardia di Finanza del colonnello Massimo Manucci, diretti dal procuratore capo Claudio Gittardi, sono entrati in azione, sequestrando i sei titoli miliardari oltre a una valanga di altri documenti.

I nove indagati, tutti nel Nord Italia, sono imprenditori e professionisti legati al mondo della finanza, ma anche, in alcuni casi, all’edilizia. Tra di loro anche un commerciante di Asso che si difende. «Io ho un ruolo marginale: mi è stato chiesto un consiglio e l’ho dato – spiega – Non c’entro nulla, non ho la proprietà dei titoli, mi sono affidato ad un legale e spero che la magistratura il prima possibile chiarisca le cose».

E sulla vicenda dice: «Si sono presentati dicendo di avere la proprietà di questi titoli che dicevano essere regolari, per dare maggiore autorevolezza avevano anche un legale. Mi è stato chiesto un consiglio e io l’ho dato, per questo sono finito nelle intercettazioni telefoniche. Ma non era un’operazione che m’interessava e non ero neppure in grado di gestirla».

L’articolo completo su La Provincia di sabato 30 settembre

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